{"id":820,"date":"2026-05-09T13:21:16","date_gmt":"2026-05-09T11:21:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/?p=820"},"modified":"2026-05-09T14:49:40","modified_gmt":"2026-05-09T12:49:40","slug":"pasolini-poesia-e-musica-canzoni-e-cantanti-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/2026\/05\/09\/pasolini-poesia-e-musica-canzoni-e-cantanti-prima-parte\/","title":{"rendered":"Pasolini.  Poesia e musica, canzoni e cantanti (prima parte)"},"content":{"rendered":"<h2><strong>di Dante Ceccarini<\/strong><\/h2>\n<p><strong>\u201cAbbiamo fondato fra gli altri un nuovo giornale, <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Quelli del tricolore<\/em><\/strong><strong>, dovresti scrivere qualche articolo <\/strong><\/p>\n<p><strong>che fa al caso nostro\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>con qualche poesia magari, in italiano e friulano,<\/strong><\/p>\n<p><strong>qualche canzone su arie note, pure in italiano e friulano\u2026\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Dall\u2019ultima lettera di Guido<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>(Malghe di Porzus, 27 novembre 1944)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sappiamo che l\u2019opera di Pasolini \u00e8 sterminata e plurale, essendosi manifestata in moltissime forme d\u2019arte: poesia, narrativa, cinema, giornalismo, teatro, polemica politica&#8230; Uno dei campi, forse, un po\u2019 meno conosciuti \u00e8 quello musicale, intendendo con tale termine sia le collaborazioni musicali e molteplici che ha avuto in vita con famosissimi cantanti e compositori (Domenico Modugno, Sergio Endrigo, Ennio Moricone, Laura Betti, ecc.), sia l\u2019influsso che ha avuto, e ancora sta avendo, sulla musica successiva alla sua morte, a partire dagli anni successivi al \u201975 per arrivare fino alle espressioni musicali contemporanee. Anche in questo secondo caso possiamo parlare di autori musicali fondamentali della canzone italiana (De Andr\u00e9, De Gregori, Carmen Consoli, Battiato, Alice, Gianna Nannini e tanti altri), ma anche di autori giovanissimi che sentono l\u2019influsso delle poesie di Pasolini, ormai diventato oggi, purtroppo, un\u2019icona, un\u2019icona pop, pi\u00f9 conosciuta come icona di quanto sia conosciuto Pasolini in quanto poeta.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019intento di questo saggio \u00e8 proprio quello di studiare le collaborazioni musicali in vita, partendo dalle villotte friulane composte durante la guerra fino alla sua morte. Oggetto di un successivo saggio sar\u00e0 cercare di scoprire i tanti richiami a Pasolini come fonte di ispirazione, contenuti, in forma pi\u00f9 o meno celata, nelle canzoni composte dopo la sua morte e fino ai giorni d\u2019oggi.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nel 1956 in un\u2019intervista su Avanguardia (<em>Pasolini, Saggi sulla letteratura e sull\u2019arte<\/em> (Arnoldo Mondadori Editore), 1999, I Meridiani tomo II, 1999, pagg. 1725-26) Pasolini dichiarava, in risposta ad una domanda: <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201c<em>Insomma, si pu\u00f2 dire che l\u2019odierna canzonetta non sia che un aspetto della diffusione ideologica della classe dominante sulla classe dominata. Stando cos\u00ec le cose, non vedo perch\u00e9 sia la musica che le parole delle canzonette non dovrebbero essere pi\u00f9 belle. Un intervento di un poeta colto e magari raffinato non avrebbe niente di illecito. Anzi la sua opera sarebbe sollecitabile e raccomandabile. Personalmente non mi \u00e8 mai capitato di scrivere versi per canzoni: ossia, come alla maggior parte dei miei amici, non mi si \u00e8 presentata l\u2019occasione. Musicisti e parolieri si sono stretti in un impenetrabile clan, si sono ben protetti dalla concorrenza (e si capisce, i diritti d\u2019autore fruttano talvolta milioni). Quanto a me, credo che mi interesserebbe e mi divertirebbe applicare dei versi ad una bella musica, tango o samba che sia<\/em>\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019idea che poesia e canzone (cultura alta e cultura popolare, potremmo dire) potessero trovare una sintesi nuova anche in Italia, aveva gi\u00e0 dato luogo ad alcune esperienze, la pi\u00f9 nota e significativa delle quali \u00e8 forse quella <\/strong><strong>dei <em>Cantacronache<\/em>.<\/strong><strong><em> Cantacronache<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00e8 stato un collettivo di musicisti, letterati e poeti. Si form\u00f2 a <\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Torino\"><strong>Torino<\/strong><\/a><strong>\u00a0nel 1957 con lo scopo di valorizzare il mondo della canzone attraverso l&#8217;impegno sociale. Era formato da\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sergio_Liberovici\"><strong>Sergio Liberovici<\/strong><\/a><strong>\u00a0e\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Michele_Straniero\"><strong>Michele L. Straniero<\/strong><\/a><strong>, fondatori, cui si aggiunsero\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fausto_Amodei\"><strong>Fausto Amodei<\/strong><\/a><strong>\u00a0e\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Margot_(cantante)\"><strong>Margot<\/strong><\/a><strong>, moglie di Liberovici. Sono considerati tra i precursori del\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cantautore\"><strong>cantautorato<\/strong><\/a><strong>\u00a0italiano. Al progetto musicale parteciparono anche intellettuali dell&#8217;epoca come\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gianni_Rodari\"><strong>Gianni Rodari<\/strong><\/a><strong>,\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giorgio_De_Maria\"><strong>Giorgio De Maria<\/strong><\/a><strong>,\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Emilio_Jona\"><strong>Emilio Jona<\/strong><\/a><strong>,\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Italo_Calvino\"><strong>Italo Calvino<\/strong><\/a><strong>\u00a0e\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Umberto_Eco\"><strong>Umberto Eco<\/strong><\/a><strong>, Franco Fortini\u00a0nelle vesti di autori dei testi. L&#8217;attivit\u00e0 e lo scopo del gruppo erano orientati alla creazione di un nuovo tipo di canzone in Italia, sconosciuta fino ad allora, che prendesse le distanze dai canoni della canzonetta di consumo dell&#8217;Italia del dopoguerra ed incarnata dal nascente\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Festival_di_Sanremo\"><strong>Festival di Sanremo<\/strong><\/a><strong>. L\u2019&#8221;Evadere dall&#8217;evasione&#8221;, come si diceva, trovava i suoi modelli nella scuola degli\u00a0<em>chansonniers<\/em>\u00a0francesi (Chevalier tra le due guerre, e dopo la guerra, Trenet, Ferr\u00e9, Brassens, Brel, Becaud, Montand, Edith Piaf, Juliette Greco), nelle opere di\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bertolt_Brecht\"><strong>Bertolt Brecht<\/strong><\/a><strong>\u00a0e\u00a0di <\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Kurt_Weill\"><strong>Kurt Weill<\/strong><\/a><strong> e nella tradizione nostrana dei\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cantastorie\"><strong>cantastorie<\/strong><\/a><strong>\u00a0italiani. Il gruppo si concentr\u00f2 subito nella produzione di testi e musiche che descrivevano e denunciavano una realt\u00e0 che era molto diversa da quella fotografata dalla canzone italiana di allora e dall&#8217;industria discografica. Le musiche erano per lo pi\u00f9 di Liberovici e di Amodei, ma contributi importanti furono dati da altri compositori dell&#8217;area &#8220;colta&#8221; quali\u00a0Bucchi, <\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fiorenzo_Carpi\"><strong>Carpi<\/strong><\/a><strong> e <\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giacomo_Manzoni\"><strong>Manzoni<\/strong><\/a><strong>. Tra gli interpreti delle canzoni si avvicendarono\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Franca_Di_Rienzo&amp;action=edit&amp;redlink=1\"><strong>Franca Di Rienzo<\/strong><\/a><strong>,\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Pietro_Buttarelli&amp;action=edit&amp;redlink=1\"><strong>Pietro Buttarelli<\/strong><\/a><strong>,\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Edmonda_Aldini\"><strong>Edmonda Aldini<\/strong><\/a><strong>,\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Silverio_Pisu\"><strong>Silverio Pisu<\/strong><\/a><strong>,\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Glauco_Mauri\"><strong>Glauco Mauri<\/strong><\/a><strong>, oltre gli stessi autori Amodei, Straniero,\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Margot_(cantante)\"><strong>Margot<\/strong><\/a><strong>, Mario Pogliotti e\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Duilio_Del_Prete\"><strong>Duilio Del Prete<\/strong><\/a><strong>. Il brano forse pi\u00f9 famoso del repertorio fu <\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Per_i_morti_di_Reggio_Emilia\"><strong><em>Per i morti di Reggio Emilia<\/em><\/strong><\/a><strong>, composto e inciso da Fausto Amodei all&#8217;indomani della\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Strage_di_Reggio_Emilia\"><strong>strage di Reggio Emilia<\/strong><\/a><strong>\u00a0del 7 luglio\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1960\"><strong>1960<\/strong><\/a><strong>, conseguente ai fatti della formazione del governo Tambroni. Il gruppo di <em>Cantacronache<\/em> si dedic\u00f2 anche al recupero della canzone politica e della Resistenza, proponendo anche su disco brani sociali della tradizione\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anarchismo\"><strong>anarchica<\/strong><\/a><strong>,\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Socialismo\"><strong>socialista<\/strong><\/a><strong>\u00a0e <\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giacobinismo\"><strong>giacobina<\/strong><\/a><strong>\u00a0italiana. Lavori analoghi vennero svolti sui repertori di protesta di quei paesi che nei primi\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anni_1960\"><strong>anni Sessanta<\/strong><\/a><strong>\u00a0vivevano situazioni politico-sociali fortemente critiche anche in rapporto agli equilibri mondiali (Algeria, Cuba, Spagna, Congo, Angola). Tuttavia, negli anni in cui il Festival di Sanremo divenne un fenomeno sociale che coinvolgeva tutta la penisola e la tipologia disimpegnata delle canzoni che andava proponendo si affermarono prepotentemente in Italia, la proposta di <em>Cantacronache<\/em> fece molta fatica ad affermarsi, al di l\u00e0 di alcuni ristretti ambienti fortemente politicizzati di sinistra, e nel\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1962\"><strong>1962<\/strong><\/a><strong>\u00a0il gruppo si sciolse. <\/strong><strong><em>Cantacronache<\/em><\/strong><strong> \u00e8 stato, storicamente, il primo esempio di cantautorato &#8220;impegnato&#8221; in\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Italia\"><strong>Italia<\/strong><\/a><strong>. L&#8217;esperienza del gruppo \u201cmisto\u201d torinese venne assorbito dalla coeva generazione di cantautori italiani (<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Luigi_Tenco\"><strong>Luigi Tenco<\/strong><\/a><strong>,\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fabrizio_De_Andr%C3%A9\"><strong>Fabrizio De Andr\u00e9<\/strong><\/a><strong>,\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Francesco_Guccini\"><strong>Francesco Guccini<\/strong><\/a><strong>, <\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Francesco_De_Gregori\"><strong>Francesco De Gregori<\/strong><\/a><strong>).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Al di l\u00e0 di questo esperimento di collaborazione musica-poesia colta, <\/strong><strong>Pasolini mostr\u00f2 fin dagli inizi molto interesse per i canti popolari, ad iniziare dalle villotte friulane.<\/strong> <strong>La villotta nacque nel XV secolo in Friuli ed \u00e8 una composizione polifonica a 3 o 4 voci che ha una forma poetica di quattro ottonari alternati piani (primo e terzo) e tronchi (secondo e quarto). <\/strong><\/p>\n<p><strong>Oltre alle due villotte riportate su I Meridiani, Pasolini, <em>Tutte le poesie<\/em>, Tomo II, 2003, p. 1311 (Poesie per musica) e 1777 (note critiche), cio\u00e8 <em>L\u2019inno dei mjei fantas<\/em> (L\u2019inno dei meglio ragazzi, parole di Pier Paolo Pasolini, musica di Pina Kalz) e <em>Oh Sign\u00f2ur, misericordia<\/em> (Oh Signore, misericordia), altre villotte in friulano, poco conosciute, sono state scritte (o modificate) da Pasolini ed eseguite negli anni della guerra, come scrive nel 1944 in <em>Memoria di un spetacul\u00f9t<\/em> (vedi Pasolini, <em>Teatro<\/em>, I Meridiani, Mondadori, 2001, pagg. 83-95).<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-827 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-7.jpeg\" alt=\"\" width=\"656\" height=\"984\" srcset=\"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-7.jpeg 656w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-7-200x300.jpeg 200w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-7-400x600.jpeg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px\" \/><\/p>\n<p><strong>Quelle scritte o modificate da Pasolini facevano parte di uno \u201cSpettacolino\u201d, come lo chiama Pasolini (\u201c<em>Coro dei meglio ragazzi di Casarsa, diretto dalla signorina P. Kalz\u201d<\/em>), ideato da Pasolini, da altri amici e dalla stessa violinista e amica Pina Kalz, che era innamorata di lui, nel 1944 (prima rappresentazione a Casarsa il 2 luglio nel teatro dell\u2019Asilo infantile con il titolo ufficiale <em>Meriggio d\u2019arte<\/em>), unitamente a qualche \u201cdialoghetto in friulano\u201d, come scrive Pasolini stesso nella nota a pag. 89 de I Meridiani, <em>Teatro<\/em>. Questo spettacolo, tenuto nel 1944 in due rappresentazioni a Casarsa e una a Zoppola, era suddiviso in due parti: la prima musicale e la seconda drammatica. Nella prima parte la maestra Pina Kalz, accompagnata al pianoforte da Delia Gabrielli, esegue una serie di brani di Gluck, Paganini-Kreisler, Sm\u00e8tana, ancora Paganini, Lizst, Monti e Chopin, a seguire una scelta di villotte (\u201c<em>Ciants coral di vilotis furlanis e ciargnelis. Vecis e novis<\/em>\u201d), eseguite dal <em>Corus dai miej fant\u00e0s di Cias\u00e0rsa<\/em>, gli amici di Pasolini, diretto sempre da Pina Kalz. Le villotte eseguite da questo coro sono<em>: Ciamp\u00e0nis<\/em> (Campane, una villotta classica, senza interventi di Pasolini), <em>L\u2019\u00e8 bel, e bon bon paron<\/em> (\u00c8 bello, e buono buon padrone, villotta popolare modificata da Pasolini),<em> L\u00e0it a roses in montagna (<\/em>villotta senza interventi di Pasolini<em>),<\/em> <em>Prejera<\/em> <em>par i<\/em> <em>Cinqs\u00e8nt \u00e0ins da la Parrocchia di Cias\u00e0rsa<\/em> (Preghiera per i Cinquecento anni della Parrocchia di Casarsa, il cui primo verso \u00e8 <em>O Glisuita tal to grin<\/em>, <em>O Chiesetta nel tuo grembo<\/em>, testo di Pasolini, musica di Giovanna Bemporad),<em> Clars nul\u00f9s di seda fine<\/em> (<em>Bianche nuvole di seta fina<\/em>, villotta nuova di Casarsa, senza intervento di Pasolini, musica di Riccardo Castellani), <em>In secret<\/em> (In segreto, in cui Pasolini modifica in parte il testo di una composizione carnica), e una serie di altre brevissime villotte \u201cestemporanee\u201d dedicate agli amici, composte l\u00ec per l\u00ec e che vanno a completare <em>L\u2019inno dei mjei fantas<\/em> (<em>A Gustavo Pipeta<\/em>, a <em>Bepi Castellarin<\/em>, a <em>Dino Castellarin<\/em>, a <em>Rico Colus<\/em> e <em>Sandrin Bertolin<\/em>, <em>A Ubaldo<\/em>, a <em>Ferruccio, a Pieri<\/em> <em>Domenighini detto Preodi, <\/em>a<em> Blas\u00f9t<\/em>). Da sottolineare che <em>L\u2019inno dei mjei fantas<\/em> completato da queste ultime brevissime villotte, Pasolini lo chiama in altro modo: <em>Ciants dai miej fant\u00e0s<\/em> (Canto dei meglio ragazzi, traduzione dello stesso Pasolini, pag. 91-92). Da notare che l\u2019aggettivo \u201cmeglio\u201d \u00e8 scritto \u201c<em>miej<\/em>\u201d nel titolo e nel testo della versione del 1944 di <em>In memoria di uno spetacul\u00f9t<\/em>, e \u201c<em>mjei<\/em>\u201d nel titolo, ma corretto nel testo, nella versione delle Poesie disperse di cui sopra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ecco i testi di queste villotte pasoliniane (la traduzione \u00e8 dello stesso Pasolini), sia quelle modificate che quelle composte integralmente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nella villotta <em>Prejera<\/em> <em>par i<\/em> <em>Cinqs\u00e8nt \u00e0ins da la Parrocchia di Cias\u00e0rsa<\/em> (<em>Preghiera per i Cinquecento anni della Parrocchia di Casarsa<\/em>, il cui primo verso \u00e8 <em>O Glisiuta tal to grin<\/em>), composta da Pasolini nell\u2019aprile dello stesso anno, il 1944, per i cinquecento anni della Parrocchia di Casarsa, iniziano a comparire parole e temi che poi saranno sviluppati e poeticamente accresciuti ne <em>La meglio giovent\u00f9<\/em>, specialmente nelle Poesie a Casarsa: il grembo (<em>grin<\/em>), inteso come grembo della propria terra natia (grembo \u201cmaterno\u201d in senso lato), e contemporaneamente grembo cristiano del sentimento religioso; la morte (i <em>mu\u00e0rs<\/em>, i morti), passata e presente, che sempre aleggia su Pasolini; le campane (<em>ciampanis<\/em>), che portano messaggi lontani, evocano ricordi, suscitano emozioni, ecc.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>O Glisiuta tal to grin<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 O Chiesetta nel tuo grembo<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0\u00a0\u00a0 quanciu mu\u00e0rs c\u2019a \u00e0n preat!<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 quanti morti hanno pregato!<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Sincs\u00e8nt \u00e0ins che nu i savin<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 cinquecento anni che noi sappiamo<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 <em>di vei ca patit e amat.<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 qui avere qui patito e amato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>O pa\u00ecs dai vecius muars<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 O paese dei vecchi morti<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0\u00a0\u00a0 vuei beas tal Paradis,<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 oggi beati in paradiso,\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 <em>dis tu, a lour, cu li ciampanis,<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 di\u2019 tu, a loro, con le campane,<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0\u00a0\u00a0 c\u2019a s\u2019impensin dai so fis.<\/em><\/strong><strong> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0che si ricordino dei loro figli.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nella villotta <em>In segreto <\/em>Pasolini adatta una vecchia villotta carnica cambiando alcuni versi, ritenendoli non adatti al contesto:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Villotta carnica originale <em>In secret<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La puarte a \u00e8 siarade<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La porta \u00e8 chiusa<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 lis clas a son su,<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 le chiavi sono su,<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>al passe chel z\u00f2vin,<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 passa quel giovane,<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 al viars e al va su.<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 passa e va su.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La mari in cusine:<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La madre in cucina:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Ce fastu lass\u00fa?<\/em>\u00a0 (sic)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0Cosa fai lass\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>L\u2019\u00e8 il giat su pe s-calis<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 C\u2019\u00e8 il gatto per le scale<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>c\u2019al cor su e ju.<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 che corre su e giu.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Al giave lis scarpis,\u00a0\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Si leva le scarpe,<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>guai fassi sint\u00ec\u2026<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 guai farsi sentire\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>In secret<\/em><\/strong><strong>, modificata da Pasolini<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Gi puarte tre rosis\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Le porta tre rose<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 in pont a miesd\u00ec.<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 a mezzod\u00ec in punto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Pocagne di fie<\/em><\/strong><strong>,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Birba di una figlia,<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>ce fastu lass\u00f9?<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cosa fai lass\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lis frissis brusadis<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I ciccioli bruciati<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>e il lat c\u2019al va su.<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e il latte che va su.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quindi, Pasolini ha cambiato il finale, probabilmente lasciando invariata la prima parte (anche se non lo dice espressamente) e dando un senso pi\u00f9 \u201cfrizzante\u201d alla villotta, con il giovane che va su per le scale, atteso dalla figlia della padrona di casa (<em>la mari<\/em>), ragazza, che, distratta dall\u2019arrivo del giovane, fa bruciare i <em>frissis<\/em> (ciccioli di lardo) e fa andare il latte sul fuoco.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Anche la villotta originaria, dal titolo <em>L\u2019\u00e8 biel , e bon e bon paron <\/em>\u00e8 stata modificata da Pasolini, che ha cambiato, tra l\u2019altro, il primo verso in <em>L\u2019\u00e8 brut e trist e trist paron.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Testo originario<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019\u00e8 biel, e bon e bon paron.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00c8 bello, e buono e buon padrone.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019\u00e8 bon di lavor\u00e0;\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00e8 capace di lavorare;<\/strong><\/p>\n<p><strong>l\u2019\u00e8 bon di rompi citis\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00e8 capace di rompere pentole<\/strong><\/p>\n<p><strong>e tornalis a just\u00e0.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e di riaggiustarle.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>E tu Mariute ci\u00f2ilu\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E tu, Mariute, piglialo<\/strong><\/p>\n<p><strong>e ci\u00f2ilu c\u2019al \u00e8 biel.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e piglialo che \u00e8 bello.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Testo modificato da Pasolini:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>L\u2019\u00e8 brut e trist e trist paron.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0<\/em><\/strong><strong>\u00c8 brutto e cattivo e cattivo padrone<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>L\u2019\u00e8 bon di st\u00e0 di bant;<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 sta volentieri senza far niente;<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>l\u2019\u00e8 bon di just\u00e0 citis<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00e8 capace di aggiustare pentole<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e tornalis a spac\u00e0.<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e romperle di nuovo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E tu Mariute d\u00e0ighi<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E tu Mariuta dagliele<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e d\u00e0ighi cu\u2019l baston.<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e dagliele con il bastone.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pasolini ne ha cambiato completamente il senso: \u00e8 passato dal padrone bello e buono, da sposare per Mariuta, al padrone brutto e cattivo (e anche traditore!) al quale Mariuta deve darle di santa ragione con il bastone.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ciants dai miej fant\u00e0s<\/em><\/strong><strong> (Canto dei meglio ragazzi) 1944<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fantassutis di Ciasarsa\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ragazzine di Casarsa<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 z\u00e8it pai pras a cioj su fl\u00f2urs:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 andate per i prati a cogliere fiori:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 un mass\u00f9t par vustra mari,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0un mazzetto per vostra madre,<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 un florut par i ciantours.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 un fiorellino per i cantori.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>E il miej prin al \u00e8 Gigion\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E il migliore primo \u00e8 Gigion<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 cu na vous de gardilin;\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0con una voce di cardellino;<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 il miej bas al \u00e8 Angilin\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il migliore basso \u00e8 Angilin<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 cu na gola di canon.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 con una gola da cannone.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>E i sec\u00f2ns son duciu bravos,\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0E i secondi sono tutti bravi,<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 duciu plens di sintim\u00ecnt:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 tutti pieni di sentimento:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 Vis\u00e7a, Marco, Vidio, Toni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vis\u00e7a, Marco, Vidio, Toni\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 cun-t-un stomi da sarpint.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 con uno stomaco da serpente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La maestra a \u00e8 pissuluta,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La maestra \u00e8 piccolina,<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 ma \u00e8 duta di oru fin.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ma \u00e8 tutta di oro fino.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 Ultin un c\u2019al ti cumbina \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Ultimo uno che compone<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 li vilotis cun murbin.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 le villotte con gusto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>(Quest\u2019ultimo \u201cuno\u201d \u00e8 Pasolini stesso)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Par Gustavo na vilota\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per Gustavo una villotta<\/strong><\/p>\n<p><strong>belz\u00e0 pronta a si <u>var\u00e8s<\/u>:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 gi\u00e0 pronta ci sarebbe:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201ce s\u2019io <u>ves<\/u> di maridami\u201d \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><strong>\u201c<em>e se io dovessi maritarmi\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>un cialar no ciolar\u00e8s.\u201d\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong><em>un calzolaio non prenderei.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Bepi al cianta a duta fuarsa\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Bepi canta a gola spiegata<\/strong><\/p>\n<p><strong>squasi coma un canar\u00ecn:\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0quasi come un canarino:<\/strong><\/p>\n<p><strong>giambis largis, musa in su,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 gambe larghe, faccia in alto,<\/strong><\/p>\n<p><strong>dut vistit di verdul\u00ecn.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 tutto vestito di verdolino.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dino al cianta al cianta al cianta,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dino canta canta canta,<\/strong><\/p>\n<p><strong>ma bisugna compat\u00ec:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ma bisogna compatire:<\/strong><\/p>\n<p><strong>a voul disi che a Cevraja\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 vuol dire che a Cevraja<\/strong><\/p>\n<p><strong>qualchiduna a sta a sint\u00ec.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 qualcuna sta ad ascoltarlo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Rico e Sandro a son doi z\u00f2vins\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Rico e Sandro sono due giovani<\/strong><\/p>\n<p><strong>c\u2019a no \u00e0n p\u00ec pal ciaf monadis;\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0che non hanno pi\u00f9 in testa stupidaggini;<\/strong><\/p>\n<p><strong>ma a si viot c\u2019a \u00e0n un debul\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ma si vede che hanno un debole<\/strong><\/p>\n<p><strong>par fa su quatri ciantadis.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 per farsi quattro cantate.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chel dai Vedui al \u00e8 un biel z\u00f2vin\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quello dei Vedui \u00e8 un bel giovane<\/strong><\/p>\n<p><strong>blanc e ros e rissulin;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 bianco e rosso e ricciolino;<\/strong><\/p>\n<p><strong>ghi ciant\u00e0n chista vilota \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0gli cantiamo questa villotta\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>soul par daighi il contentin.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 solo per dargli il contentino.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>E Ferrucio c\u2019al va a Udin\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E Ferruccio che va a Udine<\/strong><\/p>\n<p><strong>al ghi ten a fa il gag\u00e0;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ci tiene a fare il gag\u00e0;<\/strong><\/p>\n<p><strong>ma par disi c\u2019al \u00e8 in gamba\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ma per dire che \u00e8 in gamba<\/strong><\/p>\n<p><strong>ti c\u00f9ins sintilu ciant\u00e0.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 devi sentirlo cantare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La maestra a \u00e8 rivada\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La maestra \u00e8 arrivata<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 e Pier al ven su,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e Pieri viene su,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 al fa na ciantada\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 fa una cantata<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 e po\u2019 al torna ju.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e poi torna gi\u00f9.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quest\u2019 ultimo, come dice Pasolini, \u00e8 un canto sul tipo della <em>st\u00e0jare, <\/em>cio\u00e8 una vecchia danza montanara, a misura ternaria fortemente ritmata, analoga alla mazurka.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>E tra i bas i vin Blas\u00f9t:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E tra i bassi abbiamo Blas\u00f9t:<\/strong><\/p>\n<p><strong>quant c\u2019al cianta al fa un suss\u00f9r\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 quando canta fa un rimbombo<\/strong><\/p>\n<p><strong>che a sintilu a ven da disi\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 che a sentirlo viene da dire<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cUsti! Altri che un tamb\u00f9r!\u201d\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cAccidenti! Altro che un tamburo!\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il <em>Ciants dai miej fant\u00e0s<\/em> (Canto dei meglio ragazzi) contenuto in <em>Memoria di un<\/em> <em>spetacul\u00f9t<\/em> del luglio del 1944 \u00e8 ben diverso dall\u2019<em>Inno dai miej fant\u00e0s <\/em>(L\u2019inno dei meglio ragazzi), riportato ne I Meridiani, <em>Tutte le poesie<\/em>, Tomo II, pag.1311). Oltre alla differenza del titolo (Canto invece di Inno) e l\u2019uso di \u201c<em>dai miej<\/em>\u201d invece che \u201c<em>dei<\/em> <em>miej<\/em>\u201d, ci sono aggiunte e inserimenti di villotte molto importanti e che completano il testo, rendendolo definitivo. Ecco il testo dell\u2019<em>Inno dei miej fant\u00e0s<\/em> di <em>Tutte le poesie<\/em>, Poesie per canzoni (I Meridiani, Tutte le poesie, pag.1311):<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<em>Fantasutis di Ciasarsa<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Ragazze di Casarsa<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0z\u00e8it pai pras a cioj su fl\u00f2urs: <\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0andate per i prati a cogliere fiori<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0un mass\u00f9t par vustra mari,\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/strong><strong>un mazzetto per vostra madre<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<em>un florut par i ciantours.<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0un fiorellino per i cantori.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0E il miej prin al \u00e8 Gigion\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/strong><strong>E il migliore primo \u00e8 Gigion<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<em>cu na vous de gardilin;<\/em>\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0con una voce di cardellino;<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0il miej bas al \u00e8 Angilin<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0il migliore basso \u00e8 Angilin<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0cu na gola di canon.<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0con una gola da cannone.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0La maestra a \u00e8 pissuluta,<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0La maestra \u00e8 piccolina,<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<em>ma \u00e8 duta di oru fin.<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0ma \u00e8 tutta di oro fino.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<em>Ultin un c\u2019al ti cumbina<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Ultimo uno che compone<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0li vilotis cun murbin.<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0le villotte con gusto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La prima, seconda e quarta strofa, eccetto leggerissime variazioni, sono uguali nelle due versioni del Canto e dell\u2019Inno. \u00c8 stata inserita una strofa tra le prime due e la quarta e sono state inserite altre otto strofe, ognuna dedicata agli altri amici cantori di questo spettacolo, composte in modo scherzoso, all\u2019ultimo momento e aggiunte alle prime tre.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alcune notazioni riguardo al \u201cCanto\u201d: oltre alle rime classiche in fine verso, esistono molte rime interne, evidenziate in rosso nel testo (<em>mass\u00f9t-florut, prin-gardilin-Angilin, duciu-duciu e Toni-stomi, pissuluta-duta, ultin-murbin, var\u00e8s-ves, fuarsa-squasi<\/em>), e rime a distanza (quelle in <em>-in<\/em> anche a distanza: da prin a <em>Udin<\/em>) e negli ultimi due versi della quarta strofa (<em>Ultin<\/em><em> un c\u2019al ti cumbina li vilotis cun murbin<\/em>, Ultimo uno che compone le villotte con gusto: quest\u2019ultimo \u201cuno\u201d \u00e8 Pasolini stesso, come gi\u00e0 detto). Notare che usa, in tono ironico e scherzoso, \u201csussurro\u201d per \u201crimbombo\u201d nell\u2019ultima strofa. Alcuni versi sono a scalino, altri no.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La seconda parte dello Spettacolo comprendeva alcuni \u201cdialoghetti\u201d, il cui testo fu composto da Pasolini: <em>Discors tra la pleif e un fantat <\/em>(Discorso tra una pieve e un ragazzo<em>, <\/em>il cui testo \u00e8 riportato ne I Meridiani, <em>Tutte le poesie<\/em> Tomo I, pagg. 527-529, tra le Poesie disperse), <em>Dialogut tra un frut e un pelegrin <\/em>(Dialoghetto tra un fanciullo e un pellegrino<em>)<\/em>, e una Preghiera, la <em>Prejera <\/em>tratta da<em> I Turcs tal Friul, <\/em>con alcune significative varianti rispetto al testo originale (come affermano Walter Siti e Silvia De Laude nelle note critiche de I Meridiani, <em>Teatro<\/em>, pag. 1123-1124), anche se, in questo caso, mi rimane il dubbio che questa preghiera, riportata nella locandina dell\u2019epoca, non sia la preghiera de <em>I Turcs tal Friul<\/em> ma la <em>Preghiera per i Cinquecento anni della Parrocchia di Casarsa<\/em>, alla quale mi sembra che si riferisca Pasolini nella nota suddetta. Dice, infatti, Pasolini \u201cla Preghiera pubblicata anche qua\u201d, e l\u2019unica preghiera pubblicata nello Spettacolino \u00e8 appunto quella per i cinquecento anni della Parrocchia di Casarsa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il dubbio mi rimane anche se il cugino Nico Naldini scrive testualmente, riferendodi allo <em>Spettacolino<\/em> \u201c\u2026riadattamento teatrale della <em>Preghiera<\/em> iniziale de <em>I Turcs tal Fri\u00f9l<\/em>\u201d (Pier Paolo Pasolini, <em>Le lettere<\/em> (con una cronologia della vita e delle opere), nuova edizione a cura di Antonella Giordano e Nico Naldini, Garzanti, 2021. Il virgolettato \u00e8 contenuto nella cronologia di Nico Naldini, nell\u2019anno 1944).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nella rappresentazione a Zoppola il <em>Dialogut tra un frut e un pelegrin<\/em> fu sostituito dal <em>Dialogut tra S\u00f2pula e Ciasarsa<\/em> (Dialoghetto tra Zoppola e Casarsa). Dei due <em>Dialog\u00f9t <\/em>non \u00e8 stato possibile risalire al testo. Ci furono due rappresentazioni a Casarsa e una a Zoppola. Sono composizioni, queste, elementari e scherzose e dimostrano la non ancora completa padronanza di Pasolini (che aveva solo 22 anni) con il friulano (dice ancora \u201c<em>amor<\/em>\u201d invece di \u201c<em>am\u00f2ur<\/em>\u201d, \u201c<em>splendor<\/em>\u201d invece di \u201c<em>luz\u00f2ur<\/em>\u201d o \u201c<em>lus, lusi<\/em>\u201d, oltre a qualche accento sbagliato). <\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-828 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-2.jpeg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-2.jpeg 640w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-2-300x174.jpeg 300w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-2-400x233.jpeg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong>Pasolini dedic\u00f2 pagine importanti ai testi per canzoni, come, ad esempio, quelle contenute nel <em>Canzoniere italiano<\/em>, pubblicato nel 1955 per Guanda: una monumentale antologia della poesia popolare, in cui l\u2019autore raccoglie canti, stornelli, ninne nanne, canzoni partigiane della ricca tradizione regionale italiana, l<\/strong><strong>e espressioni pi\u00f9 belle e curiose di una poesia popolare. Di regione in regione, sono presenti quasi 800 testi di vario genere e struttura, dai canti narrativi piemontesi alle \u201c<em>biojghe<\/em>\u201d romagnole, dalle \u201c<em>vilote<\/em>\u201d venete e friulane ai \u201c<em>rispetti<\/em>\u201d toscani, dalle \u201c<em>canzune<\/em>\u201d abruzzesi ai canti funebri calabresi, dai \u201c<em>mutos<\/em>\u201d sardi agli stornelli, agli strambotti, alle ninne nanne, fino ai canti popolari delle due guerre e alle canzoni fasciste e partigiane. Il Canzoniere italiano rappresenta, grazie anche all\u2019ampia introduzione dello stesso Pasolini, una tappa fondamentale nella riscoperta della poesia popolare italiana in musica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Anche all\u2019interno del saggio <em>Passione e ideologia<\/em> del 1960 dedica spazio e attenzione a quella che definisce \u201cpoesia folclorica\u201d, e cio\u00e8 proprio il canto popolare nelle sue varie forme, analizzando le espressioni dialettali del sud (particolarmente il napoletano), del centro e del nord, riservando un\u2019attenzione particolare alla propria lingua, il friulano e alle villotte friulane (\u201cscherzosa e sentimentale brevit\u00e0 della villotta\u201d, dice Pasolini in <em>Passione e Ideologia,<\/em> vedi in I Meridiani, <em>Saggi sulla letteratura e sull\u2019arte<\/em>, Tomo I, pag. 849).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pasolini apprezzava molto la canzone, soprattutto quella melodica e dialettale. Aveva molta simpatia per Claudio Villa, che incontr\u00f2 personalmente. Villa, ad esempio, viene ricordato con le sue canzoni in pi\u00f9 di un\u2019occasione in\u00a0<em>Ragazzi di vita<\/em>\u00a0e\u00a0in <em>Una vita violenta<\/em>. Ad esempio, in <em>Ragazzi di vita <\/em>sono presenti<\/strong> <strong>le canzoni <em>Quanto sei bella Roma<\/em> e <em>Zoccoletti, zoccoletti<\/em>, interpretate da Claudio Villa. Pi\u00f9 che le canzoni di Claudio Villa, a Pasolini piaceva il mondo popolare e popolano che le cantava e le amava.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-829 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-3.jpeg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"468\" srcset=\"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-3.jpeg 650w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-3-300x216.jpeg 300w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-3-400x288.jpeg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p><strong>Nel corso degli anni Cinquanta Pasolini, oltre che a dedicarsi allo studio della canzone popolare, aveva gi\u00e0 iniziato a sperimentare e a comporre testi: fra le carte d\u2019archivio di quegli anni compare una raccolta di testi per canzoni, intitolata \u201c<em>Roma: Canzoniere 1950<\/em>\u201d <\/strong><strong>(I Meridiani, Pasolini, <em>Tutte le poesie, Tomo II<\/em>, pagg. 879-888 e note critiche pagg. 1693-1696), in \u201citaliano- romanesco maccheronico\u201d, come scrive Pasolini stesso. Qui sono contenute composizioni che, sebbene non vennero mai musicate, per la loro collocazione archivistica e per le caratteristiche stilistiche sembrano proprio fatte per diventare canzoni. I testi in questione si intitolano:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>&#8211; Ay desesperadamente, <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>&#8211; Beguine, <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>&#8211; Bounce tempo,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>&#8211; Avevo quindic\u2019anni,\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>&#8211; Tango de li sette veli, <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>&#8211; Fascino.<\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Bounce tempo<\/em><\/strong><strong> fu pubblicata nel 1965 anche in <em>Al\u00ec dagli occhi azzurri<\/em>. Queste 6 poesie, che nelle intenzioni forse sarebbero diventate canzoni, sono contenute in due stesure dattiloscritte, denominate, ne I Meridiani, <em>Notti I<\/em> e <em>Notti II<\/em>; la seconda stesura, <em>Notti II<\/em>, \u00e8 la pi\u00f9 avanzata ed \u00e8 raccolta nel titolo \u201c<em>Roma: Canzoniere 1950\u201d<\/em>; la prima stesura contiene due testi in pi\u00f9, successivamente eliminati nella pubblicazione: <em>Besame mucho <\/em>e <em>Trastevere (canzone fox)<\/em>. I testi sono ancora dedicati alla realt\u00e0 delle borgate, alle prostitute (chiamate \u201c<em>zenoidi<\/em>\u201d), agli omosessuali (chiamati \u201c<em>antenuli<\/em>\u201d), al vizio, all\u2019idea di suicidio e al senso di morte che aleggia sopra a tutto ci\u00f2. Ritroviamo, cio\u00e8, immagini e situazioni che ricordano le scene tipiche di <em>Ragazzi di vita<\/em>. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ay desesperadamente <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>A\u00f2h,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>er core mio me chiama,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ay desesperadamente,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a\u00f2h,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>la belt\u00e0 more de fame,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a\u00f2h la morte balla,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>co\u2019 me<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>cor corpo mio de stelle,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>co\u2019 me<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>cor corpo mio de fiamme.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Moina<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>de la morte de fame!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Gi\u00e0 so\u2019 morto de amore.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>A\u00f2h,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>er core mio che vo\u2019?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ay desesperadamente<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a\u00f2h<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>la belt\u00e0 nun ti\u00e8 l\u2019occhi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>pe\u2019 vedesse che more,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>sta<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>senza morte er core.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ah morte,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che v\u00f2i, un core cieco<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>per un ber occhio morto\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ay desesperadamente<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>so\u2019<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>un pischello de gemme,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ay desesperadamente<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>la giovent\u00f9 me magna,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>so\u2019<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>un pischello ridente,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>so\u2019<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>na foja che nun trema.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Vizzio,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>la luce tua in me splenne<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ma \u00e8 n\u2019acqua che nun bagna.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ay desesperadamente,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>er petto mio \u00e8 na rosa<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>me se consuma ar vento,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ay desesperadamente,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>er piede mio per viale<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>va<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>verso n\u2019amore morto.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Piede,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>portame indove ascolto<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>la morte mia cant\u00e0.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cVizio, la luce tua in me splende, ma \u00e8 un\u2019acqua che non bagna\u201d mi sembra una frase indicativa di tutta la poetica pasoliniana e contemporaneamente un triplo verso molto musicale, pronto per una canzone.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Beguine<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Er specchietto indove<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>me specchiavo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>li ricci de mamma<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e l\u2019occhi <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>rubbati ar celo\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Er bottone strappato<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a la camicetta<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>pura come er foco.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Trastevere\u2026de notte\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>le zan\u00f2ide,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>na canzona strappata<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a un bare,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>l\u2019ST d\u2019argento\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Me sento vive <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>in quelle notti,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e moro <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>de giovent\u00f9.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Bounce tempo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ha ha ha ha ha ha ha <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ha ha ha ha ha ha ha,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>er canto de la mignotta,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ha ha ha ha ha ha ha <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ha ha ha ha ha ha ha,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>io so\u2019 quella che trovi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>co\u2019 un paro de scarpe<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>de tremila lire<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>io so\u2019 &lt;l\u2019occhio marrone,&gt;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>in mezzo all\u2019immonnezza<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>sott\u2019i ponti der Tevere.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ha ha ha ha ha ha ha <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ha ha ha ha ha ha ha,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>er canto de la notte sola,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ha ha ha ha ha ha ha <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ha ha ha ha ha ha ha,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>quanno \u2018e scarpe de vernice<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>camineno pe\u2019 li ponti<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>come mosche sur vetro,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>nasce e more la luna<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e io nascio e moro<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>co\u2019 la luna senz\u2019occhi.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ha ha ha ha ha ha ha <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ha ha ha ha ha ha ha <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>er canto della luna sola.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Avevo quindic\u2019anni<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>A quindic\u2019anni,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>panni<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>d\u2019amore ummido,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>pupille malandrine,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>lucenti,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ma add\u00f2 tenevo er core?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>B\u00e8, \u2018o tenevo ne l\u2019ombra<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>de la mano cacciata<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ne la saccoccia calla.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Come violette ar vento<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>le pupille sciolte<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>sur mio corpo moro.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Avevo quindic\u2019anni<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>quanno na mano<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>me rubb\u00f2 le viole<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>da la saccoccia calla.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Tango de li sette veli<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Er primo velo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00e8 l\u2019aria der fiume<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>quanno che se fa scura<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e move come gigli<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>li gridi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>de li mini\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Er secondo l\u2019aria <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>de l\u2019occhi mia<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>perduti ne le sere<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>de li mini\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Er terzo velo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00e8 la bocca che tace<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che tace ner foco<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>de la vergogna<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>lontana ancora\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>er velo de foco<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>de li passi lontani\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Er quarto velo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00e8 la soggezzione.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Er quinto velo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00e8 la maja azzura<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e li carzoni<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>bruciati e ummidi,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>er sesto velo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00e8 la canottiera<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>bianca<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>perduta<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ner &lt;sonno&gt; der petto,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>er settimo velo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>nun se po\u2019 lev\u00e0,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>&lt;\u00e8 fatto de sere<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>De antenuli<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>lontani<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>come er celo.&gt;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Fascino<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Du\u2019 occhi ignudi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che te se incontri a l\u2019ombra<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ne l\u2019odore de asfarto<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>de rose e pisciatori,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>l\u2019occhio mio era ignudo,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>perduto ne la luce.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Diciott\u2019anni! no,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>no amore, ma ffascino!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>A moro<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>c\u2019hai der foco?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Er marciapiede s\u00f2na<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>sotto er mi\u2019 passo nero<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>perduto<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ner fascino de l\u2019ora\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u2018A spalletta der ponte<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>dar petto mio<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a le nuvole<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00e8 sola.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Er fascino\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>&lt;er fianco stretto&gt;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>co\u2019 na cinta<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che nun se vede<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>na cinta de moretto.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>A parte il romanesco \u201cmaccheronico\u201d, zeppo di errori, gli stessi titoli dei testi fanno pensare ad un successivo impiego come testi per canzoni: Beguine \u00e8 un ballo di coppia, simile alla rumba, la Bounce music \u00e8 un sottogenere dell\u2019hip hop, il tango non ha bisogno di presentazioni e anche Ay desesperadamente fa pensare ad una musica e ad un ballo latino del centro e sud America. Anche i due testi eliminati nella pubblicazione (<em>Besame mucho <\/em>e <em>Trastevere, canzone fox) <\/em>fanno pensare a testi per canzoni.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-830 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-4.jpeg\" alt=\"\" width=\"634\" height=\"486\" srcset=\"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-4.jpeg 634w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-4-300x230.jpeg 300w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-4-400x307.jpeg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 634px) 100vw, 634px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Ne I Meridiani, Pasolini, <em>Tutte le poesie<\/em>, Tomo II p. 1311 (Poesie per musica) e 1777 (note critiche) si riportano, invece, i seguenti testi di Pasolini per canzoni:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>L\u2019inno dei mjei fantas (L\u2019inno dei meglio ragazzi)<\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong><em>Oh Sign\u00f2ur, misericordia (Oh Signore, misericordia) <\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong><em>Macr\u00ec Teresa detta pazzia<\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong><em>Cristo al Mandrione<\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong><em>Valzer della toppa<\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong><em>Ballata del suicidio<\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong><em>Chi \u00e8 un Teddy Boy?<\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong><em>Marilyn<\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong><em>Caput Coctu show (per otto strumenti e un posteggiatore)<\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong><em>Meditazione orale<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>L\u2019inno dei miej fantas<\/em><\/strong><strong> e <em>Oh Sign\u00f2ur, misericordia<\/em> sono due villotte in quartine di ottonari in friulano. Scritte da Pasolini durante la guerra (la prima andata in scena nel 1944 e la seconda composta nel 1945), sono state musicate dalla violinista Pina Kalz.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dell\u2019<em>Inno dei miej fant\u00e0s<\/em> (o <em>Ciants dai miej fant\u00e0s<\/em>) si \u00e8 gi\u00e0 detto. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ecco invece il testo di <em>Oh Sign\u00f2ur, misericordia<\/em>, che \u00e8 una preghiera per il paese ridotto ad un cumulo di rovine, un nido distrutto dove gli uccelli non possono pi\u00f9 tornare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Oh Sign\u00f2ur, misericordia\u00a0\u00a0 <\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Oh Signore, misericordia<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Oh Sign\u00f2ur, misericordia <\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Oh Signore, misericordia<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>par li nustri pu\u00f2r pa\u00ecs.<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 per il nostro povero paese.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Nu i vuardan li so ruvinis<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Noi guardiamo le sue rovine<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>coma usiei sensa i so nis.<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 come uccelli senza i loro nidi.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Oh Sign\u00f2ur, misericordia<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oh Signore, misericordia<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>da la nustra zuvent\u00f9t,<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0della nostra giovent\u00f9,<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>essi z\u00f2vins no val nuja<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0essere giovani non vale niente<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>co la patria a ni \u00e0 pierdut. <\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0quando la patria ci ha perduto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Macr\u00ec Teresa detta Pazzia<\/em><\/strong><strong>, in romanesco, fu pubblicata in <em>Giro a vuoto<\/em>, lo spettacolo di Laura Betti, nel 1960 a Milano con musica di Piero Umiliani e ripetuto negli anni successivi. Strofe di sei versi lunghi, alternate a strofe di tre versi brevi. \u00c8 il racconto di una giovane prostituta, diciottenne, che, arrestata dalla polizia, protegge il suo protettore, del quale \u00e8 innamorata, e non ne fa il nome al commissario; per non passare da \u201cinfame\u201d preferisce essere additata come pazza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Macr\u00ec Teresa detta Pazzia<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Macr\u00ec Teresa detta Pazzia, fu Nazzareno e Anna Mei,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>abbito a Via del Mandrione a la baracca ventitr\u00e9,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>c\u2019ho diciott\u2019anni\u2026 &#8211; Emb\u00e8h, \u00e8 cos\u00ec, che v\u00f2i da me?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Me do a la vita da pi\u00f9 de n\u2019anno, che artro ancora v\u00f2i sap\u00e9?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>So disgrazziata, ma c\u2019ho un ragazzo che, sarvognuno, <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>pare un re.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Je passo er grano\u2026Emb\u00e8h, \u00e8 cos\u00ec, che v\u00f2i da me?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>S\u00ec! \u2018O vesto da \u2018a testa ai piedi!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La raspa, i bighi, la capezza,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>er bugiardello d\u2019oro!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Me ha allumata ch\u2019ero ciumaca, mentre che stavo a lavor\u00e0:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>lui \u00e8 un danzone, e me portava su la gilera a danz\u00e0,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>tutto pastoso\u2026Emb\u00e8h, \u00e8 cos\u00ec, che ce v\u00f2i fa?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Pe\u2019 pi\u00f9 de \u2018anno tutta moina, io me te sposo e qua e l\u00e0.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Poi \u00e8 venuto per me er momento de ripiegamme a cammin\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a Caracalla\u2026 Emb\u00e8h, \u00e8 cos\u00ec, che ce v\u00f2i fa?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>E mo\u2019 che te sei messo \u2018n testa?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>N\u2019a a fascio \u2018sta cantata de core!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Nce so\u2019 n\u2019infamona!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Io so\u2019 de vita, sor commissario, ormai so\u2019 fatta: ecchela ll\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Un giorno o l\u2019altro ce lo sapevo che me toccava ann\u00e0 a prov\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Le Mantellate\u2026 Ah\u00f2, per me, trem\u00e0 nun st\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>None! None! Nun lo dico er nome!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Er nome suo nun l\u2019aricordo!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Se chiama amore, e basta.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>(La <em>raspa <\/em>\u00e8 la giacca, <em>i bighi<\/em> sono i calzoni, <em>la capezza<\/em> \u00e8 la catenella d\u2019oro, il <em>bugiardello<\/em> \u00e8 il salvadanaio, <em>la ciumaca<\/em> \u00e8 la ragazza.)<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Cristo al Mandrione<\/em><\/strong><strong>, in romanesco, fu pubblicata in <em>Giro a vuoto<\/em> nel 1960 a Milano con musica di Piero Piccioni. \u201c<em>Io che nun so\u2019 niente, e te er Re dei Re<\/em>\u201d \u00e8 una famosa battuta detta nella scena della passeggiata notturna da Anna Magnani con il figlio in <em>Mamma Roma<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Cristo al Mandrione<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ecchime dentro qua tutta ignuda,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>fracica fino all\u2019ossa de guazza.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Intorno a me che c\u2019\u00e8?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Quattro muri zozzi, un tavolo, un piqu\u00e9.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Fileme, se ce sei, Ges\u00f9 Cristo,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>guardeme tutta sporca de fanga,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>abbi piet\u00e0 di me,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>io che nun so\u2019 niente. E te er Re dei Re!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Lavor\u00e0 senza mai rifiat\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>moro: e l\u2019anima nun sa!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Fileme, se ce sei, Ges\u00f9 Cristo;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>guardeme tutta sporca de fanga.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Abbi piet\u00e0 di me,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>io che nun so\u2019 niente, e te er Re dei Re!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il Valzer della toppa<\/em><\/strong><strong>, in romanesco, fu pubblicata in <em>Giro a vuoto<\/em> nel 1960 a Milano con musica di Piero Umiliani ed \u00e8 la riscoperta della propria \u201cverginit\u00e0\u201d da parte di una prostituta che ha preso una sbronza (<em>la toppa<\/em>) e che per una notte si concede alla libert\u00e0, riscoprendo, con occhi nuovi ed \u201calcolici\u201d, la bellezza della citt\u00e0, delle foglie, della luna.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Valzer della toppa<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Me so\u2019 fatta un quartino<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>m\u2019ha dato alla testa,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ammazza che toppa!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>A Nina, a Roscetta, a Modesta,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>lassateme qua!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>An vedi le foje!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>An vedi la luna!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>An vedi le case!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>E chi l\u2019ha mai viste co\u2019 st\u2019occhi?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Lassame perde, va da n\u2019altra,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>stasera, cocco, niente da fa!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>E poi so\u2019 vecchia, ci\u00f2 trent\u2019anni<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>E er mondo ancora l\u2019ho da guard\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Mamma mia che luci<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che vedo qua attorno!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Le vie de Testaccio<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>me pareno come de giorno,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>de n\u2019altra citt\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>An vedi le porte!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>An vedi li bari!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>An vedi la gente!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>An vedi le fronne che st\u2019aria<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>te fa sfarfall\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Va via a moretto, fa la bella,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>stasera godo la libert\u00e0,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>spara er Guzzetto e torna a casa<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che mamma tua te st\u00e0 a aspett\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Me so\u2019 presa la toppa<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e m\u00f2 so\u2019 felice!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Me possi cecamme<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>me sento tornata a esse un fiore<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>de verginit\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Verginit\u00e0! Verginit\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Me sento tutta verginit\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Che sar\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Che sar\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Che sar\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La ballata del suicidio<\/em><\/strong><strong>, in italiano, fu pubblicata in <em>Giro a vuoto<\/em> a Milano nel 1960 con musica di Giovanni Fusco. Laura Betti la incise solo nella versione francese con il titolo <em>La parade du suicide<\/em>. Fu interpretata anche da Anna Nogara, attrice e cantante milanese. \u00c8 l\u2019induzione al suicidio di una donna \u201cdiversa\u201d, peccatrice, libera, che scandalizza, da parte di una societ\u00e0 perbenista, normale, ipocritamente felice, che non tollera questo \u201ccorpo estraneo\u201d nel proprio tessuto sociale.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ballata del suicidio<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Piet\u00e0, piet\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Voi me volete<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>morta e sepolta:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>senza voce,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>senza gesti,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>senza viso,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>senza vita\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che non torni<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>voi dite \u2013 mai pi\u00f9<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>la pazzia ch\u2019essa fu,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>qui tra noi!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Piet\u00e0, piet\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Gente felice,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>voi mi sperate:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>impiccata,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>annegata,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>incendiata,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>maciullata\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Che st\u00e0 a fare<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>voi dite \u2013 se fa<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>\u00a0solo rabbia, e lo sa,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0qui tra noi!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Piet\u00e0, piet\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Gente per bene,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>voi mi temete:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>nel mio amore,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>nel mio vizio,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>nel mio ardore,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>nel mio odio\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Perch\u00e9 vive<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>voi dite \u2013 quaggi\u00f9,<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>peccatrice e tab\u00f9,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>qui tra noi?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Piet\u00e0, piet\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Gente normale,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>mi condannate:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a tremare,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ad odiare,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a celarmi,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a sparire\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Chi \u00e8 diverso<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>voi dite \u2013 non pu\u00f2<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>rimaner neanche un po\u2019<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>qui tra noi!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Piet\u00e0, piet\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Gente al potere,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>voi minacciate:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>con l\u2019arresto,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>con la cella,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>con la gogna,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>con il rogo\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La passione<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>voi dite \u2013 non d\u00e0 <\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>fastidi e ansiet\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>qui tra noi!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Piet\u00e0, piet\u00e0!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Pareva eterno<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il mio destino:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>di parlare,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>di cantare,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>di godere,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>di peccare\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ma s\u00ec, ma s\u00ec!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Per me \u00e8 finita,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>state tranquilli\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Entro nell\u2019ombra,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>vi lascio il mondo\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Chi \u00e8 un Teddy Boy?<\/em><\/strong><strong> fu composta nel 1959 per Laura Betti; \u00e8 un testo inedito da musicare e fa riferimento al fenomeno stilistico nel vestire e nell\u2019acconciatura dei capelli, denominato Teddy Boy, che imitava lo stile in voga durante l\u2019epoca edoardiana nel Regno Unito.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Chi \u00e8 un teddy boy?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Chi \u00e8 un teddy boy?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Io, eccomi qua,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>col viso bianco senza piet\u00e0,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>il ciuffo di ras,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>lo sguardo che sa<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che il mondo nulla d\u00e0\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Chi \u00e8 un teddy boy?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Io, eccomi qua,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>con la mia Guzzi senza piet\u00e0,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>gli amici gi\u00f9 al bar,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>le donne che gi\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ristana la citt\u00e0.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La porta, il castello, il centro, i giardini:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>largo, gente, ai nostri blue-jeans!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ci piace colpire, ferire, urlare,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>bruciati di wiskey o di gin!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Chi \u00e8 un teddy boy?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Io, eccomi qua,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>un ragazzo che cerca piet\u00e0,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>spaurito dal clan,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che tutto si d\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>al mondo che non sa\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-831\" src=\"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-6.jpeg\" alt=\"\" width=\"2047\" height=\"1513\" srcset=\"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-6.jpeg 2047w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-6-300x222.jpeg 300w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-6-1024x757.jpeg 1024w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-6-768x568.jpeg 768w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-6-1536x1135.jpeg 1536w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-6-400x296.jpeg 400w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-6-1920x1419.jpeg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 2047px) 100vw, 2047px\" \/>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Marilyn<\/em><\/strong><strong> (testo composto nel ricordo di Marilyn Monroe, morta ad Hollywood il 4 agosto 1962) \u00e8 un testo cantato da Laura Betti durante il recital <em>Giro a vuoto n. 3<\/em>, tenutosi a Milano il 12 novembre 1962 <u>(<\/u>teatro Gerolamo) e poi stampato in <em>Laura Betti<\/em>, a cura di Carlo Crivelli nel 1963 e poi in <em>Tutte le poesie<\/em> II pag.1322-23. Il testo \u00e8 bellissimo, sia per una canzone che per una poesia, e rivela tutta la fragilit\u00e0 di Marilyn, chiamata \u201csorellina\u201d e \u201csorella pi\u00f9, piccola\u201d, che era per Pasolini l\u2019incarnazione della Bellezza (con la B maiuscola), poi perduta perch\u00e9 carpita dal mondo e dal mondo sopraffatta. Ci sono tre versi finali di tre strofe, che poeticamente fanno splendere il momento della morte di Marilyn Monroe, facendo un riferimento, s\u00ec, al colore oro dei suoi capelli biondi ma anche alla bellezza che il metallo prezioso rappresenta metaforicamente: <em>Spar\u00ec, come un pulviscolo d\u2019oro. Spar\u00ec, come una colombella d\u2019oro. Spar\u00ec, come una bianca ombra d\u2019oro.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Marilyn<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Del mondo antico e del mondo futuro<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>era rimasta solo la bellezza, e tu,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>povera sorellina minore,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>quella che corre dietro ai fratelli pi\u00f9 grandi,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e ride e piange con loro, per imitarli,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e si mette addosso le loro sciarpette,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>tocca non vista i loro libri, i loro coltellini,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>tu sorellina pi\u00f9 piccola,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>quella bellezza l\u2019avevi addosso umilmente,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e la tua anima di figlia di piccola gente,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>non ha mai saputo di averla,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>perch\u00e9 altrimenti non sarebbe stata bellezza.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Spar\u00ec, come un pulviscolo d\u2019oro.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il mondo te l\u2019ha insegnata.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Cos\u00ec la tua bellezza divenne sua.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Dello stupido mondo antico<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e del feroce mondo futuro<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>era rimasta una bellezza che non si vergognava<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>di alludere ai piccoli seni di sorellina,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>al piccolo ventre cos\u00ec facilmente nudo.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>E per questo era bellezza, la stessa<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che hanno le dolci mendicanti di colore,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>le zingare, le figlie dei commercianti<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>vincitrici ai concorsi a Miami o a Roma.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Spar\u00ec, come una colombella d\u2019oro.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il mondo te l\u2019ha insegnata,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e cos\u00ec la tua bellezza non fu pi\u00f9 bellezza.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ma tu continuavi ad essere bambina,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>sciocca come l\u2019antichit\u00e0, crudele come il futuro,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e fra te e la tua bellezza posseduta dal potere<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>si mise tutta la stupidit\u00e0 e la crudelt\u00e0 del presente.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Te la portavi sempre dentro, come un sorriso tra le lacrime,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>impudica per passivit\u00e0, indecente per obbedienza.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>L\u2019obbedienza richiede molte lacrime inghiottite.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il darsi agli altri,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>troppo allegri sguardi, che chiedono la loro piet\u00e0.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Spar\u00ec, come una bianca ombra d\u2019oro.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La tua bellezza sopravvissuta dal mondo antico,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>richiesta dal mondo futuro, posseduta<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>dal mondo presente, divenne cos\u00ec un male.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ora i fratelli maggiori finalmente si voltano,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>smettono per un momento i loro maledetti giochi,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>escono dalla loro inesorabile distrazione,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e si chiedono: \u201c\u00c8 possibile che Marilyn,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>la piccola Marilyn ci abbia indicato la strada?\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ora sei tu, la prima, tu sorella pi\u00f9 piccola,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>quella che non conta nulla, poverina, col suo sorriso,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>sei tu la prima oltre le porte del mondo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>abbandonato al suo destino di morte.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Caput Coctu show<\/em><\/strong><strong> fu pubblicata in Ennio Moricone, <em>La musica nel cinema di Pasolini<\/em>, General Music 1983. Nella nota di accompagnamento redazionale si legge che questo \u201c<em>\u00e8 il testo scritto da P.P. Pasolini nel 1966 per una composizione di Ennio Moricone mai eseguita<\/em>\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Caput Coctu show<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>(Per otto strumenti e un posteggiatore)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Er disco, a dott\u00f2!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Io vengo dall\u2019Amiata, primogenito<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>poliomelitico,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>mi chiamo Caput Coctu<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>(Dio mi scambi de illu rebottu).<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Er disco, a dott\u00f2!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Sapete la Chiesa di San clemente?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>L\u00ec ho cominciato a puzzare (pedalini fessa).<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Mi chiamo pure Albertel (se. XI).<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Fili de la pute, traite.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>A noi la lingua delle rape,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a voi quella del Milan.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Buon futuro, a dott\u00f2 (filio de put!).<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>E so\u2019 pure Gkisolfolo di Travale\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Parlo un dialetto del Mali.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ecco perch\u00e9 non mi capite!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Guaita, guaita male!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Er disco, a dott\u00f2!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Meditazione orale<\/em><\/strong><strong> fu pubblicata in Ennio Moricone, <em>La musica nel cinema di Pasolini,<\/em> General Music 1983. Il testo fu scritto da Pasolini nel 1970. Evidente e ripetuto il richiamo alla solitudine, desiderio e sete insaziabile, all\u2019interno di una grande citt\u00e0 come Roma.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Meditazione orale<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Che Roma fosse citt\u00e0 coloniale<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>dove venire in vacanza.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ne dimorarono molti, poeti non socialmente determinati<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>liberi dalla burocrazia e con un po\u2019 di paura della polizia;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>n\u00e9 mancarono i bei soli, in questo secolo;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ci\u00f2 che scompariva dava un breve dolore,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>l\u2019unico vero dolore era nei sogni; nei sogni in cui pareva<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>di essere costretti a lasciare questa citt\u00e0 per sempre!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Non si piange su una citt\u00e0 coloniale, eppure<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>molta storia pass\u00f2 sotto questi cornicioni<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>(col colore del sole calante)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e fu spietata;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>fu una scommessa tra i fascisti e i liberali;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>inaspettatamente questi ultimi, imbelli e anche un po\u2019 buffi,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>(meridionali delicati di fegato)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>L\u2019ebbero vinta. I forti furono battuti;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>molta storia pass\u00f2 all\u2019ombra dei Ministeri,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ma che lacrime fossero sparse in sogno per questa citt\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ci\u00f2 sa di miracoloso, \u00e8 quasi incomprensibile;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>lacrime violente, che parevano sparse sul cosmo;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>le lacrime degli addii alle partenze senza ritorno.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Poi ricominciava la vacanza<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e una sete insaziabile di solitudine.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Molta storia pass\u00f2 su questo asfalto<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e lungo i muretti di pietra, insensibili al sole di agosto,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>molta storia. I vecchi parlamentari onestamente<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>con solennit\u00e0 sedentaria<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ripresero il loro posto, or ridenti or severi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>verso i loro elettori, condividendone la pace col mondo:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a ognuno il suo realismo!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Avevano vinto la scommessa nel Settentrione eroico<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>nel Meridione segreto<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e un sorriso popolare o una seriet\u00e0 piccolo borghese.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Insomma, la ritrovata dignit\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>riport\u00f2 pellegrinaggi di poeti liberi da classe sociale;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>senza obblighi n\u00e9 orari<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>s\u00ec che dopo il pianto, la cosa pi\u00f9 incredibile<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>fu quel desiderio di solitudine,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che dava una felicit\u00e0 completa e tenuta tutta per s\u00e9.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Gli occhi che avevano pianto in sogno<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ora guardavano<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>senza limiti di tempo o scadenze,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>con pomeriggi o notti intere davanti,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>in cui non accadeva che ci\u00f2 che la storia dimenticava.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Oh, certo, non fu serio;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>fu una vacanza.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Tutto doveva poi essere ragione di rimprovero;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Roma fu sede di nuove battaglie.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Da dove erano discesi questi barbari?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Be\u2019, erano nati qua, a Via Merulana, a Piazza Euclide,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a Centocelle: e infatti bastava che impallidissero un po\u2019,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ed ecco le faccie dei loro padri, o sconfitti o vittoriosi,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ma tutti perduti nel passato in cui le lacrime non contano<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e il desiderio di solitudine non \u00e8 serio;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>la storia ricominci\u00f2 a passare,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ma ai posteggi verso le quattro del pomeriggio c\u2019era calma e sole,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>dietro al Quadrato i prati erano deserti.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Un\u2019interprete originale dei testi pasoliniani \u00e8 <\/strong><strong>Grazia De Marchi, <\/strong><strong>artista poliedrica, che ha spaziato dalla canzone popolare, folk, country e d\u2019autore, fino alla danza e al teatro, con l\u2019album \u201c<em>Tutto il mio folle amore<\/em>\u201d del 1989, in cui sono contenute molte delle canzoni scritte da Pasolini, fra cui anche una versione musicata della poesia <em>Lied<\/em> dalla sezione\u00a0<em>Suite Furlana<\/em>\u00a0de\u00a0<em>La meglio giovent\u00f9 <\/em>e molti dei testi di cui si \u00e8 appena parlato. Ecco la tracklist: <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<table style=\"height: 35px;\" width=\"111\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"35\"><\/td>\n<td width=\"15\"><\/td>\n<td width=\"776\"><\/td>\n<td width=\"47\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>C&#8217;\u00e8 forse vita sulla terra<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Notturno<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Cosa sono le nuvole?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Macr\u00ec Teresa detta pazzia<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Lied<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il soldato di Napoleone<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ballata del suicidio<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Valzer della toppa<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Cristo al Mandrione<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>I ragazzi gi\u00f9 nel campo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Diverse (e belle) sono state le collaborazioni tra <\/strong><strong>Domenico Modugno<\/strong><strong>, il cantante di \u201c<em>Nel blu dipinto di blu<\/em>\u201d che vinse il Festival di Sanremo e rivoluzion\u00f2 il modo di cantare in Italia, e Pasolini. Collaborazioni sia in senso musicale sia in senso cinematografico, nella veste di attore. Oltre a <em>Uccellacci e uccellini<\/em> (Pasolini-Ennio Moricone), i cui titoli di testa del film sono cantati da Modugno, molto bella \u00e8 la canzone <em>Che cosa sono le nuvole?<\/em> dal film a episodi del 1967 \u201c<em>Capriccio all\u2019italiana<\/em>\u201d. Modugno, che nel film \u00e8 il \u201cmonnezzaro\u201d, cio\u00e8 colui che carica i rifiuti, tra i quali le marionette di Tot\u00f2-Jago e Ninetto Davoli-Otello, sul camion che lui stesso guida cantando e che alla fine scarica nell\u2019immondezzaio. La musica \u00e8 di Modugno, che canta stupendamente, il testo di Pasolini. Per\u00f2, come viene notato ne I Meridiani <em>Pasolini Per il cinema<\/em>, 2001, collana diretta da Walter Siti nel Tomo II (note critiche ai testi), pagg. 3109-3110, il testo di Pasolini \u00e8 una specie di centone, cio\u00e8 di abilissimo assemblaggio, che egli ha tratto <em>dall\u2019Otello di Shakespeare<\/em>, precisamente da alcuni passi provenienti dal I, III e IV atto, e utilizzati dal poeta-regista, nel suo libero montaggio, per creare una canzone d\u2019amore:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Che cosa sono le nuvole?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Che io possa esser dannato<br \/>\nSe non ti amo<br \/>\nE se cos\u00ec non fosse<br \/>\nNon capirei pi\u00f9 niente<br \/>\nTutto il mio folle amore<br \/>\nLo soffia il cielo<br \/>\nLo soffia il cielo<br \/>\nCos\u00ec<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ah, malerba soavemente delicata<br \/>\nDi un profumo che d\u00e0 gli spasimi<br \/>\nAh ah, tu non fossi mai nata.<br \/>\nTutto il mio folle amore<br \/>\nLo soffia il cielo<br \/>\nLo soffia il cielo<br \/>\nCos\u00ec<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il derubato che sorride<br \/>\nRuba qualcosa al ladro<br \/>\nMa il derubato che piange<br \/>\nRuba qualcosa a s\u00e9 stesso<br \/>\nPerci\u00f2 io vi dico<br \/>\nFinch\u00e9 sorrider\u00f2<br \/>\nTu non sarai perduta<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ma queste son parole<br \/>\nE non ho mai sentito<br \/>\nChe un cuore, un cuore affranto<br \/>\nSi cura con l&#8217;udito<br \/>\nE tutto il mio folle amore<br \/>\nLo soffia il cielo<br \/>\nLo soffia il cielo<br \/>\nCos\u00ec<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201c<em>Con Pasolini, Modugno deve necessariamente adattarsi a lavorare in un modo opposto al suo modo di comporre. Il testo di Pasolini precede la musica e non \u00e8 un testo costruito secondo le forme standardizzate della canzone pop (strofa e ritornello e cos\u00ec via). Ricordo che il film \u00e8 una trasposizione, in un teatro di marionette, dell\u2019Otello di Shakespeare (Tot\u00f2 \u00e8 Jago e Ninetto Davoli \u00e8 Otello). Come racconter\u00e0 Modugno, Pasolini prende alcuni brani della tragedia di Shakespeare e li include nel testo (come accennato prima). Nel terzo atto l\u2019Otello di Shakespeare, cedendo alle insinuazioni di Jago sulla infedelt\u00e0 di Desdemona, crede di capire la realt\u00e0:\u00a0\u201cOra mi rendo conto della realt\u00e0. Ecco, Jago, in un soffio io disperdo nell\u2019aria il mio folle amore\u201d.\u00a0Nel testo della canzone Pasolini scriver\u00e0:\u00a0\u201cTutto il mio folle amore lo soffia il cielo\u201d.\u00a0Nel quarto atto Otello ormai in preda a una gelosia incontrollabile, pazzo e disperato, cos\u00ec si rivolge a Desdemona:\u00a0\u201cOh, fiore selvatico, cos\u00ec amabilmente bello, cos\u00ec soavemente profumato che tormenti i sensi! Che tu non fossi mai nato!\u201d.\u00a0Pasolini traspone: \u201cAh, malerba soavemente delicata \/ di un profumo che d\u00e0 gli spasimi \/ ah, tu non fossi mai nata!\u201d. \u00c8 da queste (e altre) suggestioni poetiche che Modugno deve partire, costruendo una musica sul testo di Pasolini e volendo enfatizzarlo nel modo migliore. Apre il brano con un tema eseguito dal mandolino, in tonalit\u00e0 minore, che viene eseguito tre volte, ogni volta un tono pi\u00f9 basso della precedente e che ci porta immediatamente nell\u2019atmosfera che il film vuole evocare (la \u201cstraziante bellezza del creato\u201d, come dice Tot\u00f2 guardando le nuvole nell\u2019ultima scena, un tipico ossimoro pasoliniano). La prima frase \u00e8 subito intensa:\u00a0\u201cCh\u2019io possa esser dannato se non ti amo!\u201d,\u00a0e Modugno ha l\u2019intelligenza di enfatizzare analogamente sia il \u201cnon\u201d, che il \u201cti amo\u201d. L\u2019orchestrazione \u00e8 semplice e combina tradizione e innovazione: il mandolino, un arpeggio di chitarra, il contrabasso, ma anche i suoni elettrici di tastiere tipiche degli anni Sessanta. La semplicit\u00e0 dell\u2019arrangiamento \u00e8 essenziale a dare la centralit\u00e0 alle parole, tanto pi\u00f9 che Modugno, anzich\u00e9 piegarle su una forma di strofa regolare sceglie di valorizzare proprio l\u2019unicit\u00e0 di ogni frase (si pensi all\u2019inciso\u00a0\u201cPerci\u00f2 io vi dico\/finch\u00e9 sorrider\u00f2\/tu non sarai perduta\u201d,\u00a0musicalmente un momento unico del brano). Non a caso, d\u2019altra parte, un Modugno perfettamente consapevole delle regole dell\u2019armonia, sceglie (sia pure con diverse soluzioni di arrangiamento nei diversi momenti del brano), un accordo di settima dominante per i momenti di maggiore tensione drammatica del testo:\u00a0\u201cAh malerba soavemente delicata di un profumo che d\u00e0 gli spasimi\u201d; \u201cTutto il mio folle amore\u2026\u201d; \u201cAh, il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro!\u201d.\u00a0Una canzone in cui si alternano elementi ricorrenti, che aiutano l\u2019ascoltatore a non perdere il filo, e rotture della convenzionale forma della canzone di musica leggera. Il tutto con la intensit\u00e0 di una interpretazione vocale di Modugno tra le pi\u00f9 potenti di tutta la sua carriera.<\/em>\u201d (Bruno Ciccaglione, sito\u00a0specializzato <\/strong><a href=\"https:\/\/re-movies.com\/2021\/08\/09\/modugno-incontra-pasolini-che-cosa-sono-le-nuvole\/?fbclid=IwAR14JohxjtTlSQ4whb6tXy9gVC6bpHC3pjLvGYHMIEL5RR5RaVsK--lqhRs\"><strong>Re-movies<\/strong><\/a><strong>, 20 agosto 2021). <\/strong><\/p>\n<p><strong>Da notare nel testo pasoliniano l\u2019ossimoro \u201c<em>malerba soavemente delicata<\/em>\u201d con cui il poeta italiano traduce, con una sua impronta personale, appunto, con un ossimoro ancora pi\u00f9 accentuato di quello presente nel testo dell\u2019Otello (atto IV, scena II, 66-68): <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Shakespeare<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201c<em>O tu, malerba, dolce, delicata\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 O thou weed!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e che emani un profumo s\u00ec sottile\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Who art so lovely fait ande smell\u2019st so sweet<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>da far dolere i sensi dallo spasimo,\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0That the sense aches at thee, <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>oh, non fossi mai nata!\u201d\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Would thou hadst ne\u2019er been born.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Pasolini<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ah, malerba soavemente delicata<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>di un profumo che d\u00e0 gli spasimi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ah, ah, tu non fossi mai nata.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Splendida, nel film, la scena finale e le ultime parole di Tot\u00f2:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ah, straziante meravigliosa bellezza del creato, ah\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Queste parole di questo eccezionale ossimoro di Pasolini saranno le ultime parole di Tot\u00f2 sul grande schermo. Tot\u00f2, infatti, mor\u00ec il 15 aprile 1967 e il film usc\u00ec postumo. \u201cStraziante\u201d e \u201cmeraviglioso\u201d questo splendido, involontario, forse profetico, ossimoro messo sulle labbra del grande Tot\u00f2.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Modugno nel film fa <\/strong><strong>da tramite, quasi da traghettatore carontico nel viaggio in camion tra il teatro delle marionette e la discarica dei rifiuti. \u00c8 un momento di tempo sospeso per le marionette, un galleggiare fra vita e morte, tra realt\u00e0 e apparenza. L\u2019ultimo viaggio in camion diventa cos\u00ec metafora del carattere effimero e fugace della vita e delle sue bellezze. E una di queste bellezze \u00e8 l\u2019amore distrutto dall\u2019ambiguit\u00e0 delle illusioni di Jago. L\u2019amore \u00e8 uno dei valori assoluti in cui l\u2019uomo vuole credere. Ma questo amore scompare perch\u00e9 come tutte le cose belle della vita \u00e8 effimero, per l\u2019appunto. Effimero, bello, ma transitorio come una nuvola: \u201c<em>Tutto il mio folle amore lo soffia il cielo<\/em>\u201d, lo porta via il vento, come dice il testo pasoliniano cantato da Modugno.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201c<em>La canzone resta come un raro e prezioso esempio di una collaborazione tra poeti e musicisti in grado di stare dentro la musica popolare in un modo non elitario eppure non commerciale. Questa \u00e8 la magia del cinema, la sua capacit\u00e0 di far convergere tanti artisti di diversi campi in un unico progetto: due artisti unici nel loro rispettivo campo ma capaci di dialogare senza avere timore di contaminarsi o di confrontarsi con qualcosa di diverso.<\/em>\u201d (Bruno Ciccaglione, sito specializzato Re-movies, 2021).<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fra la fine degli anni Sessanta e l\u2019inizio degli anni Settanta c\u2019\u00e8 un\u2019altra importante collaborazione di Pasolini, quella con il grandissimo compositore <\/strong><strong>Ennio Morricone<\/strong><strong>, dapprima per i titoli di testa del film\u00a0<em>Uccellacci e uccellini.<\/em>\u00a0I titoli di testa del film scritti da Pasolini furono cantati da Domenico Modugno su musica di Ennio Morricone, ed iniziano, in modo spiritoso e poetico, con un elogio a Tot\u00f2, quasi un\u2019epigrafe: <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201c<em>Alfredo Bini presenta l\u2019assurdo Tot\u00f2, l\u2019umano Tot\u00f2, il matto Tot\u00f2, il dolce Tot\u00f2, nella storia\u00a0Uccellacci e uccellini,\u00a0raccontata da Pier Paolo Pasolini<\/em>\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>In seguito, la collaborazione fra Pasolini e Morricone continu\u00f2 con\u00a0<em>Meditazione orale<\/em>, una canzone dedicata al rapporto di amore-odio del poeta con la citt\u00e0 di Roma, con la sua storia sociale e politica contemporanea. Il testo \u00e8 datato al 1970, ed \u00e8 conservato fra i dattiloscritti della raccolta\u00a0di poesie <em>Trasumanar e organizzar,<\/em>\u00a0anche se poi non fu pubblicato all\u2019interno del volume edito da Garzanti nel 1971. Il testo venne musicato da Morricone, e si presenta come un recitativo. Questo brano venne reso pubblico nella recitazione eseguita dalla voce stessa di Pasolini solo nel 1983 nell\u2019LP inciso da Morricone per la General Music,\u00a0dal titolo <em>La musica nel cinema di Pasolini<\/em>, e in quell\u2019occasione il testo fu stampato per la prima volta sulla copertina del disco.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un altro cantautore con il quale collabor\u00f2 Pasolini fu <\/strong><strong>Sergio Endrigo<\/strong><strong>, che aveva gi\u00e0 collaborato con altri poeti come Gianni Rodari e Giuseppe Ungaretti.<\/strong> <strong>Endrigo<\/strong> <strong>traspose in musica nel 1961, nell\u2019album <em>Sergio Endrigo<\/em>, la poesia <em>Il soldato di Napoleone<\/em> di Pasolini de <em>La meglio giovent\u00f9<\/em> (<em>Romancero<\/em>), apportandovi alcune modifiche e tagli. Ecco il testo della canzone di Endrigo:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il soldato di Napoleone<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u201cAddio, addio Casarsa, vado via per il mondo,<br \/>\nlascio il padre e la madre vado via con Napoleone.<br \/>\nAddio vecchio paese, addio giovani amici,<br \/>\nNapoleone chiama la meglio giovent\u00f9\u201d<br \/>\nQuando si alza il sole al primo chiaro del giorno,<br \/>\nVincenzo col suo cavallo di nascosto se ne \u00e8 partito.<br \/>\nCorreva lungo il Tagliamento e quando suona mezzod\u00ec<br \/>\nVincenzo si presenta a Napoleone.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Come furono passati sette mesi, sono in mezzo al ghiaccio<br \/>\na conquistare la Russia, perduti e abbandonati;<br \/>\ncome furono passati sette giorni sono in mezzo al gelo<br \/>\ndella grande Polonia, feriti e prigionieri.<br \/>\nSpaventato il cavallo, fuggiva per la neve,<br \/>\ne sopra aveva Vincenzo che ferito delirava.<br \/>\nGridava \u201cFermati cavallo, ferma, fermati ti prego,<br \/>\nche \u00e8 ora che ti dia un mannello di fieno\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il cavallo si ferma e con l\u2019occhio quieto e buono<br \/>\nguarda il suo padrone che ormai muore di freddo.<br \/>\nVincenzo gli squarcia il ventre con la sua baionetta<br \/>\ne dentro vi ripara la vita che gli avanza.<br \/>\nSusanna con suo padre passa di l\u00ec sul carro<br \/>\ne vede il giovincello nei visceri del cavallo.<br \/>\n\u201cSalviamolo padre mio questo povero soldato <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che muore nella Polonia<br \/>\nda tutti abbandonato\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u201cChi siete bel soldato venuto da lontano?\u201d<br \/>\n\u201cSono Colussi Vincenzo un giovane italiano<br \/>\ne voglio portarti via appena sar\u00f2 guarito<br \/>\nperch\u00e9, perch\u00e9 nel petto con gli occhi mi hai ferito\u201d.<br \/>\n\u201cNo, no che non vengo via perch\u00e9 mi sposo questa Pasqua,<br \/>\nNo, no che non vengo via perch\u00e9 a Pasqua sar\u00f2 gi\u00e0 morta\u201d.<br \/>\nLa domenica degli ulivi piangevano tutti e due<br \/>\nE l\u2019uno e l\u2019altra a piangere si vedevano di lontano.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il Luned\u00ec santo si vedono nell\u2019orto<br \/>\ne si danno un bacio come due colombi.<br \/>\nIl Gioved\u00ec santo che nascono rose e fiori<br \/>\nscappano dalla Polonia per saziare l\u2019amore.<br \/>\nLa domenica di Pasqua che tutto il mondo canta<br \/>\narrivano innamorati in terra di Francia.<br \/>\nLa domenica di Pasqua che tutto il mondo canta<br \/>\narrivano innamorati in terra di Francia.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-826 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini.jpeg\" alt=\"\" width=\"634\" height=\"992\" srcset=\"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini.jpeg 634w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-192x300.jpeg 192w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pasolini-400x626.jpeg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 634px) 100vw, 634px\" \/><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Laura Betti<\/strong><strong>, attrice, regista, cantante, fu una grande interprete delle canzoni di Pasolini, oltre ad essere una sua amica intima. <\/strong><strong>All\u2019inizio Pasolini si dedic\u00f2 al mondo della canzone solo come studioso e appassionato. Successivamente, a partire dai primi anni Sessanta, si dedic\u00f2 attivamente a questo mondo grazie proprio al sodalizio artistico con Laura Betti, che partecip\u00f2 inoltre a molte realizzazioni teatrali e filmiche di Pasolini:\u00a0<em>Orgia, La ricotta, Edipo re, La terra vista dalla Luna, Che cosa sono le nuvole?, Teorema <\/em>(film per il quale vinse la Coppa Volpi come miglior attrice al Festival del cinema di Venezia)<em>, Porcile<\/em>, <em>I racconti di Canterbury<\/em>. Pasolini scrisse nel 1959 alcuni dei testi per gli stornelli dello spettacolo andato in scena con la Betti nel 1960,\u00a0<em>Giro a vuoto: Macr\u00ec Teresa detta Pazzia, Cristo al Mandrione<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Valzer della toppa<\/em>. I testi di Pasolini furono interpretati dalla Betti con le musiche di Piero Umiliani e Piero Piccioni. Questi testi hanno come protagoniste voci femminili di donne di borgata che fanno la vita, quindi prostitute. Questi brani descrivono il proletariato che Pasolini vedeva di fronte a s\u00e9, quello delle borgate: prostituzione, miseria, povert\u00e0, il vivere alla giornata, ma anche una vitalit\u00e0 disperata e, allo stesso tempo, allegra e il desiderio di evasione, anche ricorrendo all\u2019alcool. Come nel caso del\u00a0<em>Valzer della toppa<\/em>\u00a0(che in romanesco \u00e8 la sbronza) in cui una prostituta si ubriaca e riscopre con altri occhi che in fondo la citt\u00e0 \u00e8 anche bella, non solo sordida, e sembra scoprire per la prima volta la bellezza della luna. Nel 1962 ci fu un secondo spettacolo\u00a0<em>Giro a vuoto<\/em>, e per l\u2019occasione Pasolini offr\u00ec a Laura Betti anche un altro testo, la\u00a0<em>Ballata del suicidio<\/em>, musica di Giovanni Fusco. In questo caso la vitalit\u00e0, l\u2019energia vitale del mondo di borgata \u00e8 oppressa ormai, e la voce della donna \u00e8 schiacciata e rassegnata, incapace di reagire alla durezza della vita e al mutamento che investe e cancella il suo mondo. Laura Betti la incise solo nella versione francese, <em>La parade du suicide<\/em>. Sempre nel 1962 Pasolini compose una poesia dedicata alla morte di Marilyn Monroe (<\/strong><strong><em>Marilyn<\/em><\/strong><strong>), che venne recitata dalla voce narrante nel film\u00a0<em>La rabbia<\/em>. Si ha notizia di un\u2019esecuzione musicale di questo testo da parte di Laura Betti nel\u00a0<em>Giro a vuoto<\/em>\u00a0del 1962, con le musiche di Marcello Panni, ma purtroppo non ne \u00e8 rimasta alcuna traccia discografica. Nel 1968 Laura Betti pubblic\u00f2 un LP, dal titolo <em>Potentissima signora<\/em>, con testi di Pasolini, oltre che di altri grandi nomi (Moravia, Fortini, Carlo Levi, ecc.).<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Anche <\/strong><strong>Gabriella Ferri<\/strong><strong>, grande cantante e grande voce romana, interpret\u00f2 e cant\u00f2 magnificamente il <em>Valzer della toppa<\/em>, cercando di correggere alcuni errori del testo in romanesco (come il raddoppio di alcune consonanti in alcune parole, l\u00ec dove non c\u2019era bisogno del raddoppio, i molti accenti sbagliati, i neologismi pasoliniani, come <em>zenoide<\/em>, <em>antenuli<\/em>), ma fu redarguita aspramente da Laura Betti, che, oltretutto, non era romana\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giovanna Marini<\/strong><strong>, voce colta e popolare della canzone d\u2019autore italiana e cantautrice folk, \u00e8 stata definita la\u00a0\u201cJoan Baez italiana\u201d, scomparsa da poco (8 maggio 2024) all\u2019et\u00e0 di 87 anni, \u00e8 stata avviata da Pasolini verso la canzone popolare. Giovanna Marini, che rese popolare\u00a0<em>Bella ciao<\/em>, la canzone simbolo della lotta partigiana, compose nel 1951, a pochi giorni dall\u2019assassinio del 2 novembre (quasi un instant song), il suo omaggio al poeta <em>Lamento per la morte di Pasolini.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Lamento per la morte di Pasolini<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Persi le forze mie persi l&#8217;ingegno<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>la morte mi \u00e8 venuta a visitare<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00abe leva le gambe tue da questo regno\u00bb<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>persi le forze mie persi l&#8217;ingegno.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Le undici le volte che l&#8217;ho visto<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>gli vidi in faccia la mia giovent\u00f9.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>O Cristo me l&#8217;hai fatto un bel disgusto<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>le undici volte che l&#8217;ho visto.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Le undici e un quarto mi sento ferito<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>davanti agli occhi ho le mani spezzate<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>la lingua mi diceva \u00ab\u00e8 andata \u00e8 andata\u00bb<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>le undici e un quarto mi sento ferito.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Le undici e mezza mi sento morire<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>la lingua mi cercava le parole<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e tutto mi diceva che non giova<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>le undici e mezza mi sento morire.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Mezzanotte m&#8217;ho da confessare<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>cerco perdono dalla madre mia<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e questo \u00e8 un dovere che ho da fare<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>mezzanotte m&#8217;ho da confessare.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ma quella notte volevo parlare<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>la pioggia il fango e l&#8217;auto per scappare<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>solo a morire l\u00ec vicino al mare<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ma quella notte volevo parlare<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>non pu\u00f2 non pu\u00f2, pu\u00f2 pi\u00f9 parlare.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La vera rivoluzione musicale per\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.sololibri.net\/La-musica-e-letteratura-intervista-Giovanna-Marini.html\"><strong>Giovanna Marini<\/strong><\/a><strong>\u00a0venne proprio dall\u2019incontro con Pier Paolo Pasolini, che conobbe per la prima volta nel 1960. La Marini, fino a quel giorno, suonava solo musica classica o, comunque, \u201cseria\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sar\u00e0 lui a dirle che \u201cle\u00a0canzoni non si trovano sui libri\u00a0ma per la strada perch\u00e9 \u00e8 cultura orale\u201d, frase di Pasolini riportata dalla stessa Marini, portandola a scoprire il valore della cultura popolare e quello della musica come poesia civile. L\u2019opera di Pasolini stesso, soprattutto quella dialettale, fu ispiratrice della Marini, in particolare il <em>Canzoniere italiano<\/em> del 1955. Pasolini e la Marini avrebbero voluto fare un disco insieme al poeta, tratto dalle poesie de\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.sololibri.net\/La-meglio-gioventu-Pier-Paolo-Pasolini-testo-analisi-commento.html\"><strong><em>La meglio giovent\u00f9<\/em><\/strong><\/a><strong>, ma i due non ebbero il tempo di realizzarlo. Giovanna Marini dedic\u00f2 al poeta friulano lo spettacolo\u00a0<em>Pour Pier Paolo<\/em>\u00a0(1984), l\u2019opera teatrale\u00a0<em>I Turcs Tal Friul<\/em>, l\u2019oratorio a pi\u00f9 voci, dal titolo\u00a0<em>Le ceneri di Gramsci<\/em>\u00a0(2005) e infine\u00a0<em>Sono Pasolini<\/em>\u00a0(2015), un oratorio per coro e voce recitante, in cui la voce si identifica nel Pasolini scrittore, critico e saggista che legge <em>I giovani infelici<\/em> delle <em>Lettere luterane<\/em>; il coro canta e commenta con le parole delle poesie friulane de <em>La nuova giovent\u00f9<\/em>. Questa fu una delle ultime produzioni firmate dalla cantautrice ed \u00e8 considerata uno dei suoi capolavori. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201c<em>Giovanna Marini costruisce il suo\u00a0Lamento per la morte di Pasolini\u00a0(il cui primi titolo fu \u201cPersi le forze mie\u201d) sul\u00a0modello della Passione di Cristo, scandendo le strofe ora per ora come a simboleggiare un\u2019ideale \u201cvia crucis\u201d. Nello scrivere il testo della sua canzone, Marini prende ispirazione da un\u00a0canto liturgico\u00a0della\u00a0tradizione orale abruzzese:\u00a0L\u2019orazione di San Donato\u00a0che narrava il martirio del santo ora per ora. La narrazione del martire cristiano, nello sviluppo musicale della cantautrice romana, diventa un\u00a0canto laico\u00a0e di resistenza in omaggio a un intellettuale, un martire del nostro tempo. La tragica notte del\u00a02 novembre 1975\u00a0diventa metafora della crocifissione di Cristo sulla collina del Golgota. Pasolini, diceva Giovanna Marini, era un uomo che \u201cquando parlava ti insegnava il mondo\u201d, dunque inevitabile il paragone con un profeta, un Messia contemporaneo che, tuttavia, proprio come Ges\u00f9, rivolge idealmente le proprie ultime parole alla madre Maria, che nel caso di Pasolini era l\u2019amata\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>madre Susanna Colussi.<\/em><\/strong><strong><em> Al suo\u00a0Lamento\u00a0laico &#8211; nato dalla certezza che Pasolini non restava che piangerlo &#8211; Giovanna Marini un\u00ec l\u2019apporto della musica popolare che si coglie soprattutto nell\u2019armonia: utilizza lo \u201csvolo\u201d, un modulo della tradizione funebre dell\u2019area salentina. L\u2019orazione liturgica diventa ode moderna nelle note di Giovanna Marini, riuscendo persino a santificare un ateo nel quale era presente, innegabilmente, un atomo di Dio. Era il suo ultimo omaggio all\u2019uomo poeta che aveva acceso in lei la vocazione per la musica<\/em><\/strong><strong>\u201d (<\/strong><a href=\"https:\/\/www.sololibri.net\/_Alice-Figini_.html\"><strong>Alice Figini<\/strong><\/a><strong>, sito letterario Sololibri.net, 10 maggio 2024).<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel 1974 Pasolini collabor\u00f2 con l\u2019amica <\/strong><strong>Dacia Maraini <\/strong><strong>alla stesura di due testi di canzoni per le musiche composte da <\/strong><strong>Manos Hadjidakis <\/strong><strong>per il film di Dusan Makavejev, dal titolo <em>Sweet movie<\/em>. Pasolini e la Maraini poi curarono anche l\u2019adattamento italiano del film. Le due canzoni scritte da Pasolini per il film sono\u00a0<em>I <\/em><\/strong><strong><em>ragazzi gi\u00f9 nel campo<\/em><\/strong><strong>\u00a0e\u00a0<em>C\u2019\u00e8 forse vita sulla terra<\/em>. La prima \u00e8 un adattamento in italiano della canzone neogreca\u00a0<em>\u03a4\u03b1 \u03c0\u03b1\u03b9\u03b4\u03b9\u03ac \u03ba\u03ac\u03c4\u03c9 \u03c3\u03c4\u03bf\u03bd \u03ba\u03ac\u03bc\u03c0\u03bf<\/em>\u00a0(<em>Ta paidi\u00e1 k\u00e1to ston k\u00e1mpo<\/em>) scritta dal musicista Hadjidakis. La seconda \u00e8 un canto contro la guerra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chetro &amp; Co<\/strong><strong>, binomio formato<\/strong><strong> da Ettore de Carolis e Gianfranco Coletta, che conobbero personalmente e che vennero assistiti dallo stesso Pasolini, \u00e8 stato un gruppo musicale rock psichedelico di Roma, fondato nel 1967, un gruppo che fu tra i primi in Italia a dedicarsi alla psichedelia, sulla scia di questo movimento musicale che ha rivoluzionato la musica contemporanea e che si basa su atmosfere \u201cdilatate\u201d, a volte futuriste e cosmiche, all\u2019interno di improvvisazioni sonore decisamente lisergiche, in cui i vari brani sono tutti collegati tra di loro. I maggiori rappresentanti sono i Pink Floyd, gruppo musicale inglese, uno dei massimi complessi rock di sempre, attivo ancora oggi e che inizi\u00f2 la sua attivit\u00e0 musicale nel 1967.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ettore de Carolis mise in musica \u201c<em>Notturno<\/em>\u201d, un testo composto da Pasolini nel 1946 e che faceva parte della raccolta <em>L\u2019Usignolo della Chiesa Cattolica<\/em> (<em>Il pianto<\/em> <em>della rosa<\/em>). I versi di <em>Notturno <\/em>furono usati all\u2019interno di <em>Danze della sera<\/em> (1968), che viene considerato uno dei singoli di rock psichedelico migliori realizzati in Italia. Seguono i due testi a confronto:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Danze della sera <\/em><\/strong><strong>(Chetro &amp; Co)<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ah, se un giorno ancora ti potessi rivedere<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>schiaccerei la testa sopra i tuoi vestiti<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>ed allora io vivrei del tuo odore.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Canta forte, laggi\u00f9, senza piet\u00e0,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>grida forte alle donne di ridere con te,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>rideranno pazze le donne insieme a te.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>O vecchia madre, tu non devi piangere pi\u00f9,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>non lavare tutto con il tuo dolore,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>se piangi ancora un altro figlio devi dare.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>O vecchio padre, ci\u00f2 che tu mi fai veder<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>non mentire, non \u00e8 un simbolo d\u2019amore,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00e8 un uomo matto per gridare forte: \u201cAmor\u201d!<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Voi non mi conquistate<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>con le gioie o i terrori<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>dei freschi silenzi <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>vostri, stelle invecchiate.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>E non mi trepidate<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>gelide, nel fiore<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>dove impera un ardore<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>dolce, la mia esistenza.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ma con voi \u00e8 lontano<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>(non piango, non rido)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>di questo cielo il Dio<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che io non so n\u00e9 amo.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ma con voi \u00e8 lontano<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>(non piango, non rido)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>di questo cielo il Dio<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che io non so n\u00e9 amo.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Notturno <\/em><\/strong><strong>(Pasolini)<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Voi non mi conquistate<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>con le gioie o i terrori<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>dei freschi silenzi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>vostri, stelle invecchiate.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>E non mi trepidate,<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>gelide, nel fiore<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>dove impera un Ardore<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>dolce, la mia esistenza.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ma con voi \u00e8 lontano<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>(no, non piango, non rido)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>in questo cielo il Dio<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che io non so n\u00e9 amo.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Tre quartine di settenari (con versi ipometrici); nella prima quartina rimano i versi estremi, nella seconda, quelli centrali, nella terza, assonanze incrociate. Le ultime quartine del brano musicale sono esattamente i versi di Pasolini.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nella notte tra il primo e il due novembre 1975 Pier Paolo Pasolini fu assassinato presso l\u2019idroscalo di Ostia, vicino Roma, ma l\u2019influsso dei suoi versi, dei suoi film, di tutta la sua opera e della sua personalissima poetica continuarono ad influire sulla musica italiana nei decenni successivi (Fabrizio De Andr\u00e9, Francesco De Gregori, Carmen Consoli, Franco Battiato, Alice, ecc.) e continuano ad essere fonte di ispirazione e di riflessione fino ai giovani di oggi (Andrea Del Monte, Ariete, Giorgio Poi, Clavdio, Franco 126, PopX, Giacomo Laser, ecc.). Questo influsso <em>post mortem<\/em> della poetica pasoliniana sul mondo musicale sar\u00e0 l\u2019oggetto di un successivo saggio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dante Ceccarini <\/strong><\/p>\n<p><strong>(gran parte di questo articolo, a mia firma, \u00e8 stata pubblicata sulla Rivista letteraria nazionale \u201cRiscontri\u201d, XLVII, N. 1, Gennaio &#8211; Aprile 2025, che ringrazio, nel numero monografico dedicato a Pasolini, dal titolo \u201cPasolini, la vocazione del dissenso \u2013 lingua, corpo e sacro nella crisi della modernit\u00e0, a cura di Rino Caputo e Milena Montanile)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Pier Paolo Pasolini, <em>Tutte le poesie (vol. 1-2)<\/em>, 2003. Collana I Meridiani (Arnoldo Mondadori Editori S.p.A.), a cura e con uno scritto di Walter Siti, saggio introduttivo di Fernando Bandini, cronologia a cura di Nico Naldini, note e notizie sui testi di Walter Siti, Maria Careri, Annalisa Comes e Silvia De Laude.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Pier Paolo Pasolini, <em> Tutte le poesie (Vol. 1-2) <\/em>1 gennaio 1994 \u2013 Garzanti \u2013 a cura di Graziella Chiarcossi e Walter Siti. Prefazione di Giovanni Giudici.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Pier Paolo Pasolini, <em>La nuova giovent\u00f9 &#8211; Poesie friulane<\/em> 1941-1974 con prefazione di Franco Marcoaldi (Garzanti, 2016).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Pier Paolo Pasolini, <em>Poesie a Casarsa<\/em> (Libreria Antiquaria Mario Landi, 1942) e successiva nuova edizione del 2019, edizione limitata a 500 copie stampata presso Tipografia Campi di Milano.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Il Primo libro di Pasolini, a cura di Franco Zabagli (Ronzani Editore, 2019).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Pier Paolo Pasolini, <em>Le grandi poesie (Le ceneri di Gramsci, La religione del mio tempo, Poesia in forma di rosa, Trasumanar e organizzar)<\/em> &#8211; (Garzanti 2021).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><em>Pasolini Critica e cultura<\/em> a cura di Paolo Falzoni e Massimiliano Tortora (Fondazione Camillo Caetani Roma, Edizioni di storia e letteratura, 2023).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><em>Quaderni del Centro Studi Pier Paolo Pasolini<\/em> di Casarsa della Delizia (quaderno n. 11).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Pier Paolo Pasolini, <em>Saggi sulla letteratura e sull\u2019arte<\/em>, a cura di W. Siti, S. De Laude, I Meridiani, 2008 (Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Pier Paolo Pasolini, <em>Scritti corsari<\/em> (Milano, Garzanti, 1975).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Stefano Gensini, <em>Pasolini, Gramsci e le \u201cquestioni linguistiche\u201d<\/em> in Quaderni del Centro studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia, n. 11.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><em>La rivista botteghe oscure e Margherite Caetani: la corrispondenza con gli autori italiani 1948-1960<\/em> (Stefania Valli con Prefazione di Jacqueline Risset), Centro studi internazionale Giuseppe Ermini Ferentino e Fondazione Camillo Caetani Roma \u2013 1999.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Azzurra Aiello, <em>La rivista letteraria \u201cBotteghe Oscure\u201d<\/em> \u2013 Tesi di laurea in storia della critica letteraria italiana (Relatore prof. Antonio Barbuto) \u2013 anno accademico 1998\/1999.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Enciclopedia Treccani on-line.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>ARLeF: Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, canale TV in lingua friulana.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>La grafia ufficiale della lingua friulana (ARLeF Agenzia Regionale per la Lingua Friulana) on-line.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>La grammatica friulana (ARLeF Agenzia Regionale per la Lingua Friulana) on-line.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Grande Dizionario Bilingue Italiano-friulano (ARLeF Agenzia Regionale per la Lingua Friulana) on-line.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Dizionari Friulani-Claap on-line.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Dizionario storico friulano on-line.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Giovanni Battista della Porta, Grammatica friulana pratica, Udine, tipografia D. Del bianco e Figlio, 1922.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Pier Paolo Pasolini, Il Vantone di Plauto, Garzanti, 1963.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Brugnolo, <em>Pasolini friulano, i trovatori, la metrica, in Mittelalterstudien, Erik Koehler zum Gedenken,<\/em> a cura di H. Krauss \u2013 D. Rieger, Carl Winter \u2013 Universit\u00e4t Verlag, Heidelberg 1984.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Brugnolo, <em>La metrica delle poesie friulane di Pasolini<\/em>, in <em>Pier Paolo Pasolini. L\u2019opera e il<\/em> <em>suo tempo<\/em>, a cura di G. Santato, Cleup, Padova 1983; riveduto e aggiornato col titolo <em>Il sogno<\/em> <em>di una forma<\/em>, in P.P. Pasolini, <em>La nuova giovent\u00f9<\/em>, Einaudi, Torino, 2002.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Andrea Del Monte, <em>Caro poeta, caro amico<\/em>, disco-libro, Sound System Records, 2015<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Andrea Del Monte, <em>Puzzle Pasolini<\/em>, disco-libro, Ensemble, 2022.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Pasolini, <em>Per il cinema<\/em>, I Meridiani, a cura di Walter Siti e Franco Zabagli, Tomo I e II (Arnoldo Mondadori Editore S.p.a.), 2001.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Pasolini, <em>Teatro,<\/em> I Meridiani, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude (Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), 2001.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Sito letterario web SoloLibri.net, www.sololibri.net.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Sito cinematografico\u00a0web <a href=\"https:\/\/re-movies.com\/2021\/08\/09\/modugno-incontra-pasolini-che-cosa-sono-le-nuvole\/?fbclid=IwAR14JohxjtTlSQ4whb6tXy9gVC6bpHC3pjLvGYHMIEL5RR5RaVsK--lqhRs\">re-movies<\/a> (il cinema di chi ama il cinema), re-movies.com.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Sito web Angolo Testi (la pi\u00f9 grande raccolta di testi musicali italiani e stranieri), <a href=\"http:\/\/www.angolotesti.it\">angolotesti.it<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Pier Paolo Pasolini, <em>Saggi sulla politica e sulla societ\u00e0<\/em>, I Meridiani, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude (Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), 1999.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Pasolini, <em>Romanzi e racconti<\/em> (vol. 1-2), I Meridiani, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude (Arnoldo Mondadori Editori S.p.A.), 1998.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Pasolini, <em>Saggi sulla letteratura e sull\u2019arte<\/em> (Tomo I e II), a cura di Walter Siti e Silvia De Laude (Arnoldo Mondadori Editori S.p.A.), 1999.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Pier Paolo Pasolini, <em>Lettere 1940-1954<\/em>, a cura di Nico Naldini (Einaudi), 1986.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>Pier Paolo Pasolini, Lettere 1955-1975, a cura di Nico Naldini (Einaudi), 1988.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Dante Ceccarini \u201cAbbiamo fondato fra gli altri un nuovo giornale, Quelli del tricolore, dovresti scrivere qualche articolo che fa al caso nostro\u2026 con qualche poesia magari, in italiano e friulano, qualche canzone su arie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":824,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-820","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dialettura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/820","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=820"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/820\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":832,"href":"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/820\/revisions\/832"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/824"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=820"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=820"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=820"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}