{"id":874,"date":"2026-07-16T19:34:04","date_gmt":"2026-07-16T17:34:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/?p=874"},"modified":"2026-07-16T19:34:04","modified_gmt":"2026-07-16T17:34:04","slug":"franco-loi-1930-2021-dialetto-milanese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/2026\/07\/16\/franco-loi-1930-2021-dialetto-milanese\/","title":{"rendered":"Franco Loi 1930-2021 | dialetto milanese"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><strong>La Redazione<\/strong><\/p>\n<h3 class=\"p1\">Franco Loi (1930-2021)\u00a0\u00e8 considerato uno dei massimi poeti contemporanei del nostro Paese e il pi\u00f9 significativo in lingua dialettale milanese). Nella sua opera\u00a0poetica\u00a0ha assunto il dialetto meneghino come il crogiolo, il laboratorio linguistico, di un pi\u00f9 complesso espressionismo linguistico, talvolta animato anche di una forte passione politica antifascista, mescolando elementi di varia provenienza, rielaborati e reinventati per piegarli alle sue esigenze espressive. Autore di numerose raccolte poetiche in cui ha saputo fondere una\u00a0poesia\u00a0di ampio respiro narrativo e improvvisi slanci lirici.<\/h3>\n<p class=\"p1\">Molti sono i linguaggi della poesia di Franco Loi, naturalmente al primo posto il suo milanese, parlato e lirico, con cui a partire dagli anni \u201970, ha profondamente rinnovato la tradizione lombarda, di Porta e Tessa; poi il genovese, della sua citt\u00e0 natale, ma anche il sardo e l\u2019emiliano dei genitori, infine l\u2019italiano della sua prosa saggistica e delle sue auto traduzioni.<br \/>\nLa polivalenza espressiva si specchia nella ricca articolazione dei suoi temi e motivi, che in mezzo secolo di attivit\u00e0, ha fatto di Loi uno dei maggiori poeti \u2018nostrani\u2019 di statura europea, come attestano, tra l\u2019altro, le non poche traduzioni in varie lingue.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-878\" src=\"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Franco-Loi-premio-nazionale-poesia-dialettale-sermoneta-4.jpg\" alt=\"\" width=\"1167\" height=\"1200\" srcset=\"https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Franco-Loi-premio-nazionale-poesia-dialettale-sermoneta-4.jpg 1167w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Franco-Loi-premio-nazionale-poesia-dialettale-sermoneta-4-292x300.jpg 292w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Franco-Loi-premio-nazionale-poesia-dialettale-sermoneta-4-996x1024.jpg 996w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Franco-Loi-premio-nazionale-poesia-dialettale-sermoneta-4-768x790.jpg 768w, https:\/\/www.premionazionale-poesiadialettale.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Franco-Loi-premio-nazionale-poesia-dialettale-sermoneta-4-400x411.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 1167px) 100vw, 1167px\" \/><\/p>\n<p class=\"p1\">La sua \u00e8 una poesia capace di scenari diversi, dalla teatralit\u00e0 narrativa al lirismo pi\u00f9 intenso e spirituale, dall\u2019acuta rilevazione di un dettaglio quotidiano all\u2019osservazione cosmica; una gamma ricca e cangiante, che mostra la sua grande capacit\u00e0 di ascolto ed interpretazione dell\u2019umano, della natura e dell\u2019altro.<\/p>\n<p class=\"p1\">Per Loi la parola poetica nasce dal silenzio e dall\u2019ascolto interiore \u2013 esperienza comune a molte tradizioni spirituali -, condizione che ci permette di\u00a0sentire\u00a0tutto il nostro essere, di cui la mente \u00e8 solo una parte, non il tutto. Al di l\u00e0 della mente, luogo logico e razionale, c\u2019\u00e8 infatti un luogo misterioso e indicibile \u2013 che chiamiamo\u00a0cuore\u00a0\u2013 e la poesia \u00e8 il linguaggio che pi\u00f9 gli si avvicina: il mistico tace, il poeta scrive. Per Loi la poesia \u00e8 un\u2019immersione nel fiume della vita e il poeta ne raccoglie sensazioni e umori, sa innamorarsi e disperarsi, ma soprattutto sa osservare con attenzione il mondo che lo circonda: gli alberi, le case, i tram, gli occhi delle persone, l\u2019aria. In Loi \u00e8 molto evidente questa attenzione alla vita di tutti i giorni, anche per le\u00a0monate,\u00a0cio\u00e8, le cose da poco conto. Il suo \u00e8 un canto alla vita simile a quello di Ungaretti quando dice che \u201cla vera poesia \u00e8 sempre una preghiera.\u201d In questo stato d\u2019animo, Franco Loi intravede\u00a0la luce del vero\u00a0tra le maglie della nostra quotidianit\u00e0.<br \/>\nLa luce del vero\u00a0\u00e8 proprio riconoscere la pienezza della vita, fatta di mente e spirito, che sono inseparabili. Scrive Franco Loi in \u201cLa luce del vero\u201d (2009):<\/p>\n<p class=\"p1\">\u201cSi scrive attraverso l\u2019ascolto di qualcosa che abbiamo dentro di noi e che non muore mai, la parola poetica \u00e8 come una luce che rischiara il mondo e almeno in parte la nostra oscurit\u00e0. La luce del vero \u00e8 riconoscere la pienezza dell\u2019evento umano e dell\u2019evento naturale, la pienezza fatta di spirito e materia insieme.\u201d<\/p>\n<p class=\"p1\">Nei suoi testi Loi usa un dialetto milanese molto aperto alle contaminazioni, intrecciando voci diverse: dal dialetto milanese della tradizione letteraria al gergo dialettale proletario e sottoproletario non solo milanese, dagli arcaismi ai forestierismi, fino ai neologismi e alle sue personali invenzioni, ottenendo un impasto linguistico di forte originalit\u00e0 espressiva, che spesso si nutre di polemica sociale e talora anche politica. A partire da\u00a0Str\u00f2legh, uno sguardo penetrante e insieme visionario nel mondo operaio e\u00a0popolare\u00a0della Milano anni Quaranta e Cinquanta, cui hanno fatto seguito\u00a0Teater\u00a0(1978), in cui come suggerisce il titolo tutto si svolge come su una scena teatrale,\u00a0L&#8217;angel, una sorta di\u00a0romanzo\u00a0in versi in cui compaiono anche passi in genovese, emiliano e romanesco,\u00a0L&#8217;aria\u00a0(1981),\u00a0Bach\u00a0(1986),\u00a0Liber\u00a0(1988), la sua ricerca ha recuperato con uguale efficacia e originalit\u00e0 l&#8217;epica\u00a0popolare e l&#8217;intimismo lirico.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ha realizzato ancora:\u00a0Memoria\u00a0(1991),\u00a0Umber\u00a0(1992),\u00a0Arbur\u00a0(1994),\u00a0Amur del temp\u00a0(1999),\u00a0Isman\u00a0(2002),\u00a0Aquabella\u00a0(2004). Nel 2005 ha pubblicato\u00a0Aria de la memoria, un&#8217;antologia delle poesie scritte tra il 1973 e il 2002. Con\u00a0Voci d&#8217;osteria\u00a0(2007) ha messo in forma poetica il copioso materiale raccolto nel tempo ascoltando le voci della gente comune, ovunque ci fossero ancora persone in grado di parlare in dialetto milanese, mezzo espressivo da sempre ritenuto straordinariamente capace di cogliere il carattere degli uomini e il senso della vita. Autore anche di una raccolta di saggi (Diario breve, 1995) e di racconti (L&#8217;ampiezza del cielo, 2001), nel 2010 ne \u00e8 stata edita l&#8217;autobiografia dal titolo\u00a0Da bambino il cielo, a cura di M. Raimondi; tra le sue opere pi\u00f9 recenti occorre citare, entrambe del 2012, la raccolta poetica\u00a0I ni\u00fcl\u00a0e il testo\u00a0La luce della poesia, articolata riflessione sull&#8217;essenza di questo genere letterario, e\u00a0Voci d&#8217;un vecchio cantare\u00a0(2017).<\/p>\n<p class=\"p1\">\u00c8 stato vincitore del Premio Bonfiglio per la raccolta\u00a0Str\u00f2legh\u00a0e del Premio Nonino per\u00a0Liber; in seguito, ha ricevuto il Premio Librex Montale e il Premio Brancati 2008\u00a0(sezione poesia) con il libro\u00a0Voci d\u2019osteria.<br \/>\n\u00c8 stato insignito dalla Provincia di Milano della medaglia d\u2019oro e ha ricevuto dal Comune di Milano l\u2019Ambrogino d\u2019Oro\u00a0e il\u00a0Sigillo Longobardo\u00a0della Regione Lombardia.Ha inoltre vinto nel 2014 il Premio LericiPea Golfo dei Poeti, Sezione dialettale \u201cPaolo Bertolani\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\">Breve bibliografia:<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Str\u00f2legh, Einaudi, 1975<\/strong><br \/>\n<strong>L\u2019Angel, San Marco dei Giustiniani, 1981<\/strong><br \/>\n<strong>Teater, Einaudi, 1989<\/strong><br \/>\n<strong>Liber, Garzanti, 1995<\/strong><br \/>\n<strong>Aria de la memoria, Einaudi, 2005<\/strong><br \/>\n<strong>La lus del ver, Quaderni di Orfeo, 2006<\/strong><br \/>\n<strong>Da bambino il cielo, autobiografia con annesso dvd\u00a0Il canto della vita\u00a0di Marco Manzoni, Garzanti, 2010<\/strong><br \/>\n<strong>Il silenzio,\u00a0Mimesis, 2012<\/strong><br \/>\n<strong>Amur del temp, Crocetti, 2018<\/strong><\/p>\n<h3 class=\"p1\">Che d\u00ec, ragassi! In depert\u00fctt balera!<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Baler in strada, baler den\u2019 di curt\u00ecl\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">L\u2019\u00e8 la mania del ballo! Milan che balla!<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Gh\u2019\u00e8 \u2019n gi\u00f6gh de bocc, un pr\u00e2\u2026 S\u00fc tri can\u00eccc,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e, tr\u00e0cheta, la sala bell\u2019e prunta\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Un\u2019urchestrina\u2026 Tri balabiott pesc\u00e2<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">f\u00f6ra Lambr\u00e2\u2026 E via volare! El Nait<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">\u2019na l\u00fcsa sula! Basta che p\u00e9nden<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">chi quatter lamped\u00ecn de carta r\u00f6sa\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Gardenia, Miralago, Stella Russa,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">el Lido, Lago Park, la Capannina\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Fina nel Trotter\u2026 E ogne n\u00f2m \u2019na storia,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">ch\u00e9 basta d\u00ec \u00abl\u2019era \u2019l Quarantacinq\u00bb<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e p\u00f6 \u00abQuarantases\u00bb, e a tanta gent<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">s\u2019indrissa i ur\u00e8gg, ghe v\u00e8gn i furmigun\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">\u2026 Vegnivum da la gu\u00e8ra, e per la strada<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">gh\u2019evum pass\u00e2 ins\u00e8ma amur, dulur.<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Am\u00f4 sparaven, am\u00f4 gh\u2019eren i mort,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">ma serum n\u00fcm, serum class uperara,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">n\u00fcm serum i scamp\u00e2 da fam e bumb,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">n\u00fcm gent de strada, gent fada de mort,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">n\u00fcm serum \u2019me sbutt\u00ee dai f\u00f2pp del mund,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e, nun per cr\u00fcdelt\u00e2, no per despresi,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">mancansa de piet\u00e2, roja de n\u00fcm,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">ma, cume \u2019na passiun de s\u00fb s\u2019ciuppada,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">anca la nott n\u00fcm la vurevum s\u00fb\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Ciamila libert\u00e2, ciamila sbornia,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">ciamila \u2019me vur\u00ec\u2026 Festa ai cujun!<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">\u2026 ma n\u00fcm, che l\u2019\u00e8m patida propri t\u00fcta,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">anca la libert\u00e2 se s\u00e8m gud\u00fc!<\/h3>\n<p class=\"p1\">Che giorno, ragazzi! Dappertutto balera!<\/p>\n<p class=\"p1\">Balere in strada, balere nei cortili\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">\u00c8 la mania del ballo, Milano che balla!<\/p>\n<p class=\"p1\">C\u2019\u00e8 un gioco di bocce, un prato\u2026 Su tre cannicci,<\/p>\n<p class=\"p1\">e, tr\u00e0ccheta, la sala \u00e8 gi\u00e0 pronta\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">Un\u2019orchestrina\u2026 Tre strapelati pescati<\/p>\n<p class=\"p1\">fuori Lambrate\u2026 E via volare! Il Night<\/p>\n<p class=\"p1\">\u00e8 una sola luce! Basta che pendano<\/p>\n<p class=\"p1\">quelle quattro lampadine di carta rosa\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">Gardenia, Miralago, Stella Rossa,<\/p>\n<p class=\"p1\">il Lido, Lago Park, la Capannina\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">Perfino nel Trotter\u2026 E ogni nome una storia,<\/p>\n<p class=\"p1\">ch\u00e9 basta dire \u00abera il Quarantacinque\u00bb<\/p>\n<p class=\"p1\">e poi \u00abQuarantasei\u00bb, e a tanta gente<\/p>\n<p class=\"p1\">si drizzano le orecchie, gli vengono i formiconi\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">\u2026 Venivamo dalla guerra, e per la strada<\/p>\n<p class=\"p1\">ci avevamo passato insieme amori, dolori.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ancora sparavano, ancora c\u2019erano i morti,<\/p>\n<p class=\"p1\">ma eravamo noi, eravamo classe operaia,<\/p>\n<p class=\"p1\">noi eravamo gli scampati dalla fame e dalle bombe,<\/p>\n<p class=\"p1\">noi, gente di strada, gente fatta di morte,<\/p>\n<p class=\"p1\">noi eravamo come germinati dalle fosse del mondo,<\/p>\n<p class=\"p1\">e non per crudelt\u00e0, non per disprezzo,<\/p>\n<p class=\"p1\">mancanza di piet\u00e0, vomito di noi,<\/p>\n<p class=\"p1\">ma, come una passione di sole esplosa,<\/p>\n<p class=\"p1\">anche la notte noi la volevamo sole\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">Chiamatela libert\u00e0, chiamatela sbornia,<\/p>\n<p class=\"p1\">chiamatela come volete\u2026 Festa ai coglioni!<\/p>\n<p class=\"p1\">\u2026 ma noi, che l\u2019abbiamo patita proprio tutta,<\/p>\n<p class=\"p1\">anche la libert\u00e0 ci siamo goduti!<\/p>\n<p class=\"p1\">(Angel, 1994 \u2013 Parte Prima. IX)<\/p>\n<p class=\"p1\">* * *<\/p>\n<h3 class=\"p1\">N\u00fcm ci\u00e0mum nat\u00fcra qu\u00e8l che s\u00e8mm, ved\u00e8mm<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e t\u00f9ccum, v\u00ecvum, m\u00e0gnum\u2026 forsi p\u00e9nsum\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Ma l\u00e9 s\u00e9 l\u2019\u00e8? Un qu\u00ecss. Forsi sustansa<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">de qu\u00e8l che ne la vita l\u2019\u00e8 \u2019l pens\u00e0,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">forsi qu\u00e8l v\u00f6j ch\u2019al mar de la bundansa<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">la furma scund nel vel del s\u00f2 pass\u00e0\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Oh che nat\u00fcra matta! Un gi\u00f6gh del nient.<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Te v\u00f6ret st\u00e0gh nel c\u00f6r e sbandun\u00e0ss,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e l\u00e9 la buffa, se fa d\u2019aria, e \u2019l vent<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">te tira denter e l\u2019\u00e8 \u2019me \u2019n sluntan\u00e0ss,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e l\u2019\u00e8 \u2019na v\u00f6ja che te str\u00e8ppa dent<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e dum\u00e2 curr te fa sensa ferm\u00e0ss\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">E alura a chi d\u00e0 atr\u00e2? A la nat\u00fcra?<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">la sciensa? religiun? el farnesi\u00e0<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">che fa filusuf\u00eca? o a chi trasc\u00fcra<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">la faccia d\u2019un quaj diu e i s\u00f2 cre\u00e0?<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">M\u00ec, per m\u00e8 c\u00fcnt, \u00fb tru\u00e2 la c\u00fcra:<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">nat\u00fcra l\u00e9, nat\u00fcra m\u00ec, el parl\u00e0\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">E dunca st\u00e8megh dent sensa pa\u00fcra<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e del s\u00f2 b\u00e8ll lass\u00ecm \u2019me \u2019n ciucch cant\u00e0.<\/h3>\n<p class=\"p1\">Noi chiamiamo natura quel che sappiamo, vediamo,<\/p>\n<p class=\"p1\">e tocchiamo, viviamo, mangiamo\u2026 forse pensiamo\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma lei cos\u2019\u00e8? Un enigma. Forse sostanza<\/p>\n<p class=\"p1\">di quello che nella vita \u00e8 il pensare,<\/p>\n<p class=\"p1\">forse quel vuoto che in un mare cos\u00ec grande<\/p>\n<p class=\"p1\">la forma nasconde al velo del suo passare\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">Oh che natura pazza! Un gioco del niente.<\/p>\n<p class=\"p1\">Tu vuoi starci nel cuore e abbandonarti,<\/p>\n<p class=\"p1\">ma lei sbuffa, si fa d\u2019aria, e il vento<\/p>\n<p class=\"p1\">ti attira dentro ed \u00e8 come un allontanarsi,<\/p>\n<p class=\"p1\">ed \u00e8 un desiderio che ti dilania dentro<\/p>\n<p class=\"p1\">e soltanto correre ti fa senza riposo\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">E allora a chi dar retta? Alla natura?<\/p>\n<p class=\"p1\">alla scienza? la religione? il farneticare<\/p>\n<p class=\"p1\">della filosofia? o a chi trascura<\/p>\n<p class=\"p1\">la faccia d\u2019un qualsiasi dio e le sue creazioni?<\/p>\n<p class=\"p1\">Io, per mio conto, ho trovato la cura:<\/p>\n<p class=\"p1\">natura lei, natura io, il parlare\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">Dunque stiamoci dentro senza paura<\/p>\n<p class=\"p1\">e del suo bello lasciatemi da ubriaco cantare.<\/p>\n<p class=\"p1\">(Angel, 1994 \u2013 Parte Quarta. III)<\/p>\n<p class=\"p1\">* * *<\/p>\n<h3 class=\"p1\">S\u00f9 p\u00fc n\u00e9 qu\u00e8l che sun n\u00e9 qu\u00e8l che seri,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">s\u00f9 nient de qu\u00e8l sar\u00e0 che me recorda,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e alter me v\u00e8gn s\u00fc, cum \u2019una storia<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">che v\u00e8gn de la memoria del cant\u00e0..<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Oh vurar\u00eca.. Che gran parola storba!<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Qu\u00e8l che la vita d\u00ecs sa p\u00fc parl\u00e0.<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">J \u00f6cc.. oh d\u00ec di \u00f6cc! che gran fort\u00fcna<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">v\u00e8ss in quj \u00f6cc un spegg del respir\u00e0..<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">La nott l\u2019era la nott, e m\u00ec nel venter<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">me sun nascost de l\u00e9 per mai turn\u00e0.<\/h3>\n<h3 class=\"p1\"><\/h3>\n<p class=\"p1\">Non so pi\u00f9 quel che sono n\u00e9 quel che ero,<\/p>\n<p class=\"p1\">non so niente di quel futuro che gi\u00e0 mi ricorda,<\/p>\n<p class=\"p1\">e l\u2019altro mi vien su, come una storia<\/p>\n<p class=\"p1\">che torna dalla memoria del cantare\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">Oh vorrei\u2026 Che gran parola disturbata!<\/p>\n<p class=\"p1\">Quel che la vita dice non sa pi\u00f9 parlare.<\/p>\n<p class=\"p1\">Gli occhi\u2026 oh dire degli occhi! Che gran fortuna<\/p>\n<p class=\"p1\">essere in quegli occhi uno specchio del respirare\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">La notte era la notte, e io nel ventre<\/p>\n<p class=\"p1\">mi son nascosto di lei per non tornare.<\/p>\n<p class=\"p1\">(Verna, 1997)<\/p>\n<p class=\"p1\">* * *<\/p>\n<h3 class=\"p1\">Sbianca la nott la ghe tegniva in scoss,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e la cit\u00e2 despersa dr\u00e9 di spall<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e l\u2019aqua sott i c\u00e2 la se perdeva<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e i gent che nel pass\u00e0 rideven matt,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e l\u00e9 l\u2019era la nott che ghe purtava<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">tra i str\u00e2d ne la belessa de l\u2019and\u00e0,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">che m\u00ec e t\u00ec, nel perd\u00e8ss del st\u00e0 ins\u00e8ma,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">anca la nott, l\u2019umbr\u00eca, \u00e8m smenteg\u00e2.<\/h3>\n<p class=\"p1\">Pallida la notte ci teneva in grembo,<\/p>\n<p class=\"p1\">e la citt\u00e0 dispersa dietro le spalle<\/p>\n<p class=\"p1\">tra le acque che sotto le case si disperdevano<\/p>\n<p class=\"p1\">e le genti che nel passare ridevano strambe,<\/p>\n<p class=\"p1\">e lei la notte ci portava<\/p>\n<p class=\"p1\">tra le strade nella bellezza dell\u2019andare,<\/p>\n<p class=\"p1\">ch\u00e9 io e te, nel perdersi dello stare assieme,<\/p>\n<p class=\"p1\">anche la notte, l\u2019ombra, abbiamo dimenticato.<\/p>\n<p class=\"p1\">(Verna, 1997)<\/p>\n<p class=\"p1\">* * *<\/p>\n<h3 class=\"p1\">S\u00fc \u2019n tram \u00fb \u2019ist in faccia la belessa,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">un tram s\u00fcd\u00e2, de cappell e giacch,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">de impiag\u00e2 cuj facc de la tristessa,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e de d\u00f2nn grass, de bambur\u00edn cuj tacch;<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">\u00fb \u2019ist la faccia che ghe brusava el c\u00f6r<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">in \u2019na Milan che la slisava aj fracch<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">de c\u00e2 indurment, de \u00f2mm che par che m\u00f6r,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">de auto, buss, sir\u00e8nn e gas ne l\u2019aria,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e \u2019stu scapp\u00e0 del temp f\u00f6ra del v\u00f6r..<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">L\u2019era \u2019na faccia franca, l\u00fcs ne l\u2019aria,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">nel r\u00eddd al bl\u00f6 di \u00f6cc culur del vent,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">un vest\u00ee flosc d\u2019un r\u00f6sa che par svaria<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">al tr\u00e8m del corp al tucch del sentiment\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">M\u00ed l\u2019\u00fb be\u00fcda nel b\u00e8ll del so vard\u00e0<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e l\u00e9 s\u2019\u00e8 fada festa tra la gent.<\/h3>\n<p class=\"p1\">Su un tram ho visto in faccia la bellezza,<\/p>\n<p class=\"p1\">un tram sudato, di cappelli e giacche,<\/p>\n<p class=\"p1\">di impiegati con le facce della tristezza,<\/p>\n<p class=\"p1\">e donne grasse, e ombelichi sui tacchi;<\/p>\n<p class=\"p1\">ho visto la faccia che le bruciava il cuore<\/p>\n<p class=\"p1\">in una Milano che scivolava tra mucchi<\/p>\n<p class=\"p1\">di case addormentate, di uomini che sembrano morire,<\/p>\n<p class=\"p1\">di auto, bus, sirene e gas nell\u2019aria,<\/p>\n<p class=\"p1\">e questo fuggire del tempo oltre la volont\u00e0\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">Era una faccia franca, luce nell\u2019aria,<\/p>\n<p class=\"p1\">nel ridere blu di occhi color del vento,<\/p>\n<p class=\"p1\">un vestito floscio d\u2019un rosa che pare cangiante<\/p>\n<p class=\"p1\">al tremare del corpo al tocco del sentimento\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">Io l\u2019ho bevuta nel bello del suo guardare<\/p>\n<p class=\"p1\">e lei si \u00e8 fatta festa tra la gente.<\/p>\n<p class=\"p1\">(Amur del temp, 1999)<\/p>\n<h3 class=\"p1\"><\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Stu mancament del mund me fa pa\u00fcra,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">stu v\u00f6j de carna che par restreng j \u00f2mm,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">qu\u00e8l gran silensi che passa ne la sera<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e se m\u00ed ciami l\u2019\u00e8 silensi am\u00f4.<\/h3>\n<p class=\"p1\">Questo mancamento del mondo mi fa paura,<\/p>\n<p class=\"p1\">questo vuoto della carne che pare stringere gli uomini,<\/p>\n<p class=\"p1\">quel gran silenzio che passa nella sera<\/p>\n<p class=\"p1\">e se io chiamo \u00e8 silenzio ancora.<\/p>\n<p class=\"p1\">(Amur del temp, 1999)<\/p>\n<p class=\"p1\">* * *<\/p>\n<h3 class=\"p1\"><\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Sun l\u00ed che pensi e me v\u00e8gn de piang,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">a l\u2019impru\u00edsa, per un quaj magun<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">che sta s\u00f2ta la p\u00e8ll, cume la vita<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">che mai la p\u00e9nsum e l\u2019umbra l\u2019\u00e8 de n\u00fcm.<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">L\u2019\u00e8 del giard\u00edn che v\u00e8gn de caragn\u00e0,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">ch\u00e9 passa in aria un sfr\u00eds che par de n\u00fcm<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e se scunfund aj \u00e0rbur nel vard\u00e0:<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">un vest\u00ee v\u00e8cc, di facc, un n\u00f2m luntan,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">el sentiment d\u2019un grupp de desgrup\u00e0,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">una fenestra che se derva pian.<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Chiss\u00e0 s\u00e9 te scart\u00e0scia den\u2019 nel corp?<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Se varda el s\u00fb e te boja un can.<\/h3>\n<p class=\"p1\">Sono l\u00ec che penso e mi viene da piangere,<\/p>\n<p class=\"p1\">all\u2019improvviso, per un qualche magone<\/p>\n<p class=\"p1\">che sta sotto la pelle, come la vita<\/p>\n<p class=\"p1\">che mai la pensiamo ed \u00e8 l\u2019ombra di noi.<\/p>\n<p class=\"p1\">\u00c8 del giardino che ci viene da piangere,<\/p>\n<p class=\"p1\">ch\u00e9 passa nell\u2019aria una scalfittura che sembra noi<\/p>\n<p class=\"p1\">e si confonde agli alberi nel guardare:<\/p>\n<p class=\"p1\">un vestito vecchio, delle facce, un nome lontano,<\/p>\n<p class=\"p1\">il sentimento d\u2019un nodo da sciogliere,<\/p>\n<p class=\"p1\">una finestra che si apre piano.<\/p>\n<p class=\"p1\">Chiss\u00e0 cosa ti fruga tra le carte del corpo?<\/p>\n<p class=\"p1\">Si guarda il sole e ti abbaia un cane.<\/p>\n<p class=\"p1\">\u00a0(Isman, 2002)<\/p>\n<h3 class=\"p1\">Dent la par\u00f2la persa m\u00ed me p\u00e8rdi,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">deventi i r\u00f2bb del mund, l\u2019aria che passa,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">qu\u00e8la parola che sta dedr\u00e9 de l\u2019aria<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e se fa ciara aj \u00f6gg che stan nel temp;<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e se m\u00ed parli s\u00f9 no chi l\u2019\u00e8 a parl\u00e0,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">l\u2019\u00e8 \u2019l vent che parla nel m\u00e8 d\u2019un sentiment,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">che nient se fa del nient, e nel pens\u00e0<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">la v\u00fbs che m\u00ed me ciama me v\u00e8gn dent.<\/h3>\n<p class=\"p1\">Dentro la parola persa io mi perdo,<\/p>\n<p class=\"p1\">divento le cose del mondo, l\u2019aria che passa,<\/p>\n<p class=\"p1\">quella parola che sta dietro l\u2019aria<\/p>\n<p class=\"p1\">e si fa chiara agli occhi che stanno nel tempo;<\/p>\n<p class=\"p1\">e se io parlo non so chi \u00e8 a parlare,<\/p>\n<p class=\"p1\">\u00e8 il vento che parla nel mio sentimento,<\/p>\n<p class=\"p1\">che niente si fa dal niente, e nel pensare<\/p>\n<p class=\"p1\">la voce che mi chiama mi viene dentro.<\/p>\n<p class=\"p1\">(Isman, 2002)<\/p>\n<p class=\"p1\">* * *<\/p>\n<h3 class=\"p1\">\u201cM\u00ec quan\u2019 camini mai me volti indr\u00e9<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e se me volti l\u2019\u00e8 per tir\u00e0 la vita,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">ch\u00ec, in due sun, in tra i brasc del temp.\u201d<\/h3>\n<p class=\"p1\">\u201cIo quando cammino non mi volto mai indietro<\/p>\n<p class=\"p1\">e se mi volto \u00e8 per attrarre la vita,<\/p>\n<p class=\"p1\">qui, dove sono, tra le braccia del tempo.\u201d<\/p>\n<p class=\"p1\">(Voci d\u2019osteria, 2007)<\/p>\n<h3 class=\"p1\">J \u00f6cc \u00een loffi ne l\u2019aria dr\u00e9 la mort,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">la man de palta sura un lins\u00f6 t\u00fctt bianch<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">m\u00e8 p\u00e0der varda el s\u00fb cume a v\u00e8ss nott\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">M\u00e8 tr\u00e8ma d\u2019aqua el c\u00f6r de rana verd\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Due l\u2019\u00e8? s\u00e9 l\u2019\u00e8 m\u00e8 p\u00e0der? cusa l\u2019\u00e8 \u2019nd\u00e2?<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">s\u00e9 restar\u00e0 de l\u00fc nel v\u00e8gn del verd<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">s\u00fc \u2019l gran lins\u00f6 resc\u00ee? M\u00ec sun pass\u00e2<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">nel sp\u00e8gg che scund la giuent\u00fc tra i vent<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">che sbuffa secch i f\u00f6j de l\u2019\u00f2m s\u2019cinc\u00e2\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Chi tr\u00e8ma? chi se m\u00f6v orb de la ment?<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">chi denter m\u00ec par r\u00ecdd del fr\u00e8cc d\u2019inverna?<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Sun ch\u00ec a vard\u00e0 un scunuss\u00fc f\u00e2 nient<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e pian se p\u00e8rd del p\u00e0der la mia eterna<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">fadiga de cap\u00ec l\u2019aria, el s\u00f2 temp.<\/h3>\n<p class=\"p1\">Gli occhi sono sciocchi nell\u2019aria dietro la morte,<\/p>\n<p class=\"p1\">la mano di palta su un lenzuolo tutto bianco<\/p>\n<p class=\"p1\">mio padre guarda il sole come fosse notte\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">Mi trema d\u2019acqua il cuore di rana verde\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">Dov\u2019\u00e8? cos\u2019\u00e8 mio padre? cosa se n\u2019\u00e8 andato?<\/p>\n<p class=\"p1\">Cosa rimarr\u00e0 di lui nel venire del verde<\/p>\n<p class=\"p1\">sul gran lenzuolo spiegazzato? Io sono passato<\/p>\n<p class=\"p1\">nello specchio che nasconde la giovent\u00f9 tra i venti<\/p>\n<p class=\"p1\">che soffiano secchi le foglie dell\u2019uomo spezzato\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">Chi trema? chi si muove cieco di mente?<\/p>\n<p class=\"p1\">chi dentro mi sembra ridere del freddo invernale?<\/p>\n<p class=\"p1\">Sono qui a guardare uno sconosciuto fatto di niente<\/p>\n<p class=\"p1\">e adagio si perde del padre la mia eterna<\/p>\n<p class=\"p1\">fatica di capire l\u2019aria, il suo tempo.<\/p>\n<p class=\"p1\">(Voci d\u2019osteria, 2007)<\/p>\n<p class=\"p1\">* * *<\/p>\n<h3 class=\"p1\">Se m\u00f6v in n\u00fcm quajcoss: l\u2019\u00e8 la cansun<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">che sentir\u00e8m nel sc\u00fcr de la tua stansa<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">l\u2019\u00e8 la belessa in m\u00ec del t\u00f2 b\u00e8l fi\u00e2?<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">o la memoria d\u2019i d\u00ec che l\u2019\u00fb cercada<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e s\u00fcj m\u00e8 str\u00e2d pereva un sogn luntan?<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Quajcoss se ciama amur, quajcoss vergogna,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">quajcoss l\u2019\u00e8 libert\u00e0 de v\u00e8ss al mund.<\/h3>\n<p class=\"p1\">Si muove in noi qualcosa: \u00e8 la canzone<\/p>\n<p class=\"p1\">che sentiremo nel buio della tua stanza?<\/p>\n<p class=\"p1\">\u00e8 la bellezza in me del tuo respiro?<\/p>\n<p class=\"p1\">o la memoria dei giorni che l\u2019ho cercata<\/p>\n<p class=\"p1\">e sulle mie strade pareva un sogno lontano?<\/p>\n<p class=\"p1\">Qualcosa si chiama amore, qualcosa vergogna,<\/p>\n<p class=\"p1\">qualcosa \u00e8 libert\u00e0 d\u2019essere al mondo.<\/p>\n<p class=\"p1\">(Voci d\u2019un vecchio cantare, 2017)<\/p>\n<p class=\"p1\">* * *<\/p>\n<p class=\"p1\">(Per Antonio Stagnol)i<\/p>\n<h3 class=\"p1\">S\u00e9 l\u2019\u00e8 el gi\u00f6gh? L\u2019\u00e8 libert\u00e0, amur,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">gioia de v\u00ecv, st\u00e0 \u2019ns\u00e8ma ne la vita,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">d\u00e0ss aj so angiul, tr\u00e0ss f\u00f6ra del dulur,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e alura d\u00e8m aj \u00f2mm sta cumparsita<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">de pulverina che je fa insugn\u00e0,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">stu b\u00e8ll br\u00fcs\u00e0 de l\u2019anfa de la vita<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">che cun l\u2019amur te ciama al sumen\u00e0\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Se pensi \u2019l Parad\u00ees nient l\u2019\u00e8 p\u00fc b\u00e8ll<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">del sant enamur\u00e0ss e del gi\u00fcg\u00e0,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e alura, cume d\u00eel?\u2026 Squasi un barb\u00e8ll<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">me v\u00e8gn se stu a pens\u00e0 al m\u00e8 gi\u00fcg\u00e0\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e insc\u00ec me sun dec\u00ecs: un b\u00e8ll car\u00e8ll<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">de palla prigioniera, un gran salt\u00e0<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">de corda e cun la lippa, e squasi in fund<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">\u00a0la toppa e \u2019n te-ghe-l\u00e9t che fa palp\u00e0\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">L\u2019\u00e8 \u2019l m\u00e8 reg\u00e2l, el testament al mund.<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Dopu tantu parl\u00e0, e c\u00fcnt\u00e2v s\u00fc la storia<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">de l\u2019angiul che sun st\u00e2 e vagabund,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">me resta dum\u00e2 \u2019l temp de cant\u00e0 i gloria,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">sveli\u00e0 l\u2019umbra d\u2019un Diu nel v\u00f2ster piatt<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e p\u00f6 mis\u2019ci\u00e0 la mia vostra memoria<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e f\u00e2v bal\u00e0 fra i stell, return\u00e0 matt.<\/h3>\n<p class=\"p1\">Che cos\u2019\u00e8 il gioco? \u00c8 libert\u00e0, amore,<\/p>\n<p class=\"p1\">gioia di vivere, stare insieme nella vita,<\/p>\n<p class=\"p1\">darsi ognuno al proprio angelo, tirarsi fuori dal dolore,<\/p>\n<p class=\"p1\">e allora diamo agli uomini questa ballata<\/p>\n<p class=\"p1\">di polverina magica che li fa sognare,<\/p>\n<p class=\"p1\">questo intenso bruciare l\u2019affanno della vita<\/p>\n<p class=\"p1\">che con l\u2019amore ti chiama al seminare\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">Se ripenso il Paradiso niente \u00e8 pi\u00f9 bello<\/p>\n<p class=\"p1\">del santo innamorarsi e del giocare,<\/p>\n<p class=\"p1\">e allora, come dirlo?\u2026 Quasi un tremore<\/p>\n<p class=\"p1\">m\u2019insorge se sto a pensare al mio giocare\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">e cos\u00ec mi sono deciso: un bel carrello<\/p>\n<p class=\"p1\">di palla prigioniera, un gran saltare<\/p>\n<p class=\"p1\">alla corda e con la lippa, e quasi in fondo<\/p>\n<p class=\"p1\">la toppa e rincorrersi e toccarsi\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">\u00c8 il mio regalo, il testamento al mondo.<\/p>\n<p class=\"p1\">Dopo tanto parlare, e raccontarvi la storia<\/p>\n<p class=\"p1\">dell\u2019angelo che sono stato e vagabondo,<\/p>\n<p class=\"p1\">mi rimane soltanto il tempo di cantare i\u00a0Gloria,<\/p>\n<p class=\"p1\">svegliare l\u2019ombra d\u2019un Dio nella vostra vita<\/p>\n<p class=\"p1\">e poi mescolare la vostra e la mia memoria<\/p>\n<p class=\"p1\">e farvi infine ballare fra le stelle, ritornare matto.<\/p>\n<p class=\"p1\">(Voci d\u2019un vecchio cantare, 2017)<\/p>\n<p class=\"p1\">* * *<\/p>\n<h3 class=\"p1\">Me pi\u00e2s la v\u00fbs, me pi\u00e2s la l\u00fcs del fi\u00e2,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">me pi\u00e2s qu\u00e8l camen\u00e0 sensa pa\u00fcra<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">gi\u00f2 per i piass felsin due ch\u2019j straad<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">portenl\u2019antiga v\u00f6ja mai mad\u00fcra<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">di gent ch\u2019a la fadiga san cant\u00e0\u2026<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">me pi\u00e2s la niula che se fa ciara e sc\u00fcra<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">sia nel silensi sia nel t\u00f2 parl\u00e0,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">me pi\u00e2s l\u2019amur de Diu che te cons\u00fcma<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">sensa che mai fen\u00ecss el t\u00f2 ciam\u00e0.<\/h3>\n<p class=\"p1\">Mi piace la voce, mi piace la luce del respiro,<\/p>\n<p class=\"p1\">mi piace quel camminare senza paura<\/p>\n<p class=\"p1\">gi\u00f9 per le piazze felsinee dove le strade<\/p>\n<p class=\"p1\">portano l\u2019antica voglia mai esaurita<\/p>\n<p class=\"p1\">delle genti che nella fatica sanno cantare\u2026<\/p>\n<p class=\"p1\">mi piace la nuvola che si fa chiara e scura<\/p>\n<p class=\"p1\">sia nel silenzio che nel tuo parlare,<\/p>\n<p class=\"p1\">mi piace l\u2019amore per Dio che ti consuma<\/p>\n<p class=\"p1\">senza mai esaurire il tuo chiamare.<\/p>\n<p class=\"p1\">(Voci d\u2019un vecchio cantare, 2017)<\/p>\n<p class=\"p1\">I ni\u00fcl<\/p>\n<p class=\"p1\">(LE NUVOLE)<\/p>\n<h3 class=\"p1\">Ah Italia scunda, che niss\u00fcn p\u00f6 v\u00ead,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Italia che laura e se despera<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Italia sensa gloria e sensa m\u00ead<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">t\u00e8ra d\u2019un diu scund\u00fc sensa pa\u00fcra,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">m\u00ec te cunussi e cerchi el gi\u00fcss del cr\u00ead<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">che t\u00e8gn insema i gent denter la sc\u00fcra.<\/h3>\n<p class=\"p1\">Ah Italia nascosta che nessuno pu\u00f2 vedere\/Italia che lavora e si dispera\/ Italia senza gloria e senza possedimenti\/ terra d\u2018un dio nascosto senza paura\/ io ti conosco e cerco il succo del credere\/ che tiene insieme le genti dentro l\u2019oscurit\u00e0.<\/p>\n<h3 class=\"p1\">\u00cen ni\u00fcl r\u00f6sa cun di buff de sc\u00fcr<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">ch\u2019j passa su Milan nel scend la sera&#8230;<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">\u00cen niul ch\u2019j spar\u00ecss int un f\u00e0ss ciar<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">&#8211; se sent buj\u00e0 un quaj can nel f\u00e0ss de cera<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">i tecc luntan di c\u00e2, r\u00fcmur se sf\u00e0nn&#8230;<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e dr\u00e9 dun quaj barcun quajv\u00fcn fa lera,<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">d\u00fc tri bagaj, \u2019na balla, el fer d\u2019un tram&#8230;<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">\u2019Me che pat\u00ecss ne l\u2019\u00f2m la luntanansa!<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Cume patiss la vita nel tran tran!<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">Che b\u00e8la sera! \u2019Me taja\u2019l cel la ransa<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">che fa vegn\u00ec s\u00fcj c\u00e2 qu\u00e8l r\u00ecdd legger<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">e a l\u2019umbra di purtun la l\u00fcna dansa<\/h3>\n<h3 class=\"p1\">tra qu\u00e8l tas\u00e8 di \u00fcs\u00e8i ch\u2019j par penser.<\/h3>\n<p class=\"p1\">Sono nuvole rosa con sbuffi di scuro\/che passano su Milano nel scendere la sera&#8230;\/ Sono nuvole che spariscono in un chiarore\/-si sente abbaiare qualche cane nel farsi di cera\/i tetti lontani delle case, rumori si smorzano&#8230;\/ e dietro un qualche balcone qualcuno canticchia, \/ due tre bambini, una palla, il ferro di un tram\/ Come patisce nell\u2019uomo la lontananza! \/ Come patisce la vita nella monotonia dei giorni\/ Che bella sera! Come taglia il cielo la falce\/che fa venire sulle case quel ridere leggero\/ e all\u2019ombra dei portoni la luna danza\/ tra quel tacere d\u2019uccelli che sembrano pensieri.<\/p>\n<p class=\"p1\">[Poesie tratte da\u00a0I ni\u00fcl,\u00a0Le nuvole, Interlinea; traduzioni, dal dialetto milanese all&#8217;italiano, dell&#8217;autore]\n<p class=\"p1\">La Redazione<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Redazione Franco Loi (1930-2021)\u00a0\u00e8 considerato uno dei massimi poeti contemporanei del nostro Paese e il pi\u00f9 significativo in lingua dialettale milanese). 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