Andrea Camilleri ed il suo dialetto

Il dialetto siciliano – o meglio una varietà mescidata di italiano regionale e dialetto –
è uno degli elementi più caratteristici della scrittura di Andrea Camilleri nei romanzi
del commissario Montalbano. Camilleri non usa un dialetto “ puro “, ma un italiano
fortemente influenzato dal siciliano, soprattutto per rendere i dialoghi e alcuni
passaggi narrativi più realistici e suggestivi. Lo scrittore ha spiegato che il suo intento
non era quello di scrivere in dialetto , ma di creare una lingua letteraria che
risultasse vera, come se fosse parlata davvero nella Sicilia immaginaria di Vigata.
Questo linguaggio risulta quindi un misto di italiano standard, italiano regionale (
meridionalismi ) e dialetto siciliano ( soprattutto nella sintassi e nel lessico ). Dice
Camilleri : “ Ho inventato una lingua che non esiste, una lingua letteraria, una lingua
di convenzione, fatta di italiano e siciliano mescolati.” Quello usato da Catarella, il
centralinista della questura, ad esempio, è un linguaggio sgrammaticato, con forte
inflessione siciliana, il cui tono comico viene reso grazie all’uso di forme ibride e
distorte : “ Dottori, c’è una telefonata pi su lei! “ ( traduzione : “ Dottore, c’è una
telefonata per lei! “ ; “ Ha chiamato uno che si chiama Pasquale , dicennosi che lei
doveva dargli un’occhiata. “ ( traduzione: “ Ha chiamato uno che si chiama Pasquale
, dicendo che lei doveva dargli un’occhiata. ) Spesso, poi, i pensieri di Montalbano
sono resi con un misto di italiano e siciliano : “ Ah, ma chista è una gran camurria! “ (
traduzione “ Ah, ma questa è una gran seccatura ! “ ) e ciò rende i pensieri del
protagonista più coloriti, veri, concreti, tipici di un uomo del Sud. Ci sono poi casi in
cui il dialetto serve a dare realismo ai dialoghi, a distinguere i personaggi e a
radicare la storia nel contesto siciliano : “ Lui mi detti ‘na cosa, e mi dissi : ‘ Questo è
‘u cuntù .’ ” ( traduzione: “ Lui mi diede una cosa e mi disse ‘ Questo è il conto. ‘ “ )
Camilleri è molto abile nell’usare il dialetto : è più presente nei dialoghi, compare in
modo naturale nei pensieri di Montalbano, è usato con moderazione nella
narrazione, ma abbastanza da dare colore e voce alla Sicilia immaginaria di Vigata. Il
suo uso crea immersione , da parte del lettore, nel mondo siciliano, rende i
personaggi più autentici, generando non di rado un effetto comico. L’uso del
dialetto nei romanzi di Montalbano non è, quindi, solo una scelta stilistica, ma
soprattutto identitaria. Camilleri crea un mondo in cui lingua e territorio coincidono.
Il “dialetto” è il suono della Sicilia, della sua gente, della sua cultura.

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