Trilussa e il suo dialetto

Carlo Alberto Camillo Salustri ( 1871-1950 ), meglio conosciuto con lo pseudonimo
Trilussa, è stato uno dei poeti più rappresentativi della romanità moderna. La sua
fama si lega soprattutto all’uso del dialetto romanesco nel quale scrisse la maggior
parte delle sue poesie. Trilussa usava il romanesco non solo come mezzo espressivo,
ma come marchio identitario di Roma e della sua gente, perché attraverso quel
dialetto riusciva a cogliere l’ironia, l’arguzia e la filosofia spicciola della vita
quotidiana. Il romanesco, poi, ha un ritmo e una musicalità che ben si prestavano ai
suoi versi , spesso brevi e vivaci e permetteva al poeta di rivolgersi direttamente al
popolo, con un linguaggio immediato e comprensibile per fare satira sui costumi,
sulla politica, sulla religione e sulla società del suo tempo. In una sua poesia, in cui
Trilussa mette in scena con ironia la solitudine del potente decaduto, scrive: “
Quanno un omo comanda, è naturale che trova sempre chi je fa la corte; ma, quanno
poi nun c’ha più da dà gnente, se trova solo co’ li servitori.” E poi un pensiero
amaro, ma universale: “ La sincerità nun la trovi mai, perché la gente dice sempre
quello che l’artra gente vo’ sentì. ” Trilussa non fu solo un poeta dialettale, ma anche
un narratore in versi: spesso i suoi componimenti sono favole in romanesco con
animali parlanti e morali finali , in continuità con la tradizione di Esopo e La Fontaine
, adattata al contesto romano. Prendendosi gioco della credulità popolare e di chi
scambia caso per destino, infatti, scrive: “ Er gallo disse:- Io canto pe’ natura. Ma si
la gente me crede profeta e aspetta er sole quanno canto io , che ce posso fa? ” Ed in
ultimo una delle più celebri perché condensa la capacità di Trilussa di dire tanto in
poche righe , dando a tutti un’importante lezione di vita : “ C’era una vorta una
civetta che, pe’ dimostra’ de esse’ prudente, diceva sempre : – Io nun so’ sicura…me
pare…forse – e nun diceva gnente. Così pareva saggia veramente, perché chi sa,
tace; chi nun sa, parla.”
In questo sta la grandezza di Trilussa : parlare da poeta restando sempre vicino alla
gente, facendo riflettere senza mai rinunciare al sorriso.

+There are no comments

Add yours